«Giunta Farris ecologista? Non scherziamo»
di Sergio Secci
A Siniscola centrosinistra ancora polemico sulla chiusura alle auto dell’area forestale di Berchida
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SINISCOLA. «L’assessore finalmente esce dal paradosso delle contraddizioni, ammettendo che la chiusura di Berchida non è stata determinata da un atto unilaterale di Forestas, bensì da un’iniziativa condivisa e sostenuta dall’amministrazione», queste le affermazioni dei consiglieri del centrosinistra siniscolese che rilanciano sulla questione accessi al mare. «Ne eravamo più che convinti, atteso che il ruolo istituzionale di Forestas è stato sempre svolto in sincronia con i Comuni e l’ente è stato usato per scaricare responsabilità che l’amministrazione non si è voluta assumere, nascondendo la verità dei fatti. Un atteggiamento che rispecchia un modo di agire sulle questioni importanti, volto a scaricare le responsabilità sugli altri: sulle giunte passate o sui funzionari, come se la maggioranza non governasse. Dall’altro ad appropriarsi di meriti per azioni amministrative non proprie» .
Il centrosinistra e gli indipendenti fanno notare che l’accesso di Berchida era già stato regolamentato con l’introduzione di ticket, divieti e numero chiuso fin dagli anni scorsi, per cui risulta incomprensibile l’adozione di un provvedimento incompatibile con gli atti vigenti. «La giunta municipale – prosegue la nota – aveva l’obbligo di rendere pubblico il modello di governo del territorio prefissato, ma non lo ha fatto demandando ad altri la decisione con un grave danno di immagine del territorio ed economico per il mancato introito dei ticket. Da tempo esistono spiagge a numero chiuso come Biderosa, Cala Biriala e Goloritzè, l’educazione ambientale non si sviluppa con i divieti, ma con l’accrescimento di una cultura di uso corretto del territorio insieme alla valorizzazione del patrimonio ambientale. Nei fatti – concludono – il centrosinistra ha posto le basi per un modello di tutela e valorizzazione del complesso forestale già in vigore da anni in altri comuni, edin coerenza con il progetto pluriennale della valorizzazione della pineta litoranea avviato da tempo. Giova ricordare infine che oggi senza la politica di tutela ambientale perseguita dalle giunte di centrosinistra ma osteggiata da quelle di centrodestra e da altri esponenti di spicco di questa maggioranza, non avremmo questi tesori da esibire e difendere. Negli anni passati, il sindaco Farris ha praticato una politica per il consumo spinto del territorio, proprio a partire da Berchida. Ora non può salire in cattedra e rifarsi una verginità».
Il centrosinistra e gli indipendenti fanno notare che l’accesso di Berchida era già stato regolamentato con l’introduzione di ticket, divieti e numero chiuso fin dagli anni scorsi, per cui risulta incomprensibile l’adozione di un provvedimento incompatibile con gli atti vigenti. «La giunta municipale – prosegue la nota – aveva l’obbligo di rendere pubblico il modello di governo del territorio prefissato, ma non lo ha fatto demandando ad altri la decisione con un grave danno di immagine del territorio ed economico per il mancato introito dei ticket. Da tempo esistono spiagge a numero chiuso come Biderosa, Cala Biriala e Goloritzè, l’educazione ambientale non si sviluppa con i divieti, ma con l’accrescimento di una cultura di uso corretto del territorio insieme alla valorizzazione del patrimonio ambientale. Nei fatti – concludono – il centrosinistra ha posto le basi per un modello di tutela e valorizzazione del complesso forestale già in vigore da anni in altri comuni, edin coerenza con il progetto pluriennale della valorizzazione della pineta litoranea avviato da tempo. Giova ricordare infine che oggi senza la politica di tutela ambientale perseguita dalle giunte di centrosinistra ma osteggiata da quelle di centrodestra e da altri esponenti di spicco di questa maggioranza, non avremmo questi tesori da esibire e difendere. Negli anni passati, il sindaco Farris ha praticato una politica per il consumo spinto del territorio, proprio a partire da Berchida. Ora non può salire in cattedra e rifarsi una verginità».
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