Via il depuratore, consorzio industriale ormai al capolinea
La Regione assegna la gestione dell’impianto ad Abbanoa Era la fonte principale delle entrate dell’ente in liquidazione
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MACOMER. Messo in liquidazione nella primavera del 2008, salvato nell’estate dello stesso anno con un emendamento alla legge regionale sui consorzi industriali e rifondato nel 2012 per iniziativa del comuni di Borore e Macomer, alla quali la Regione non ha mai dato risposta, il Consorzio industriale di Macomer in gestione commissariale da quasi dieci anni, è ormai avviato verso il binario morto nel quale si fermano i convogli in demolizione. L’ultimo scambio del binario di fine corsa lo ha aperto nei giorni scorsi la Regione con la delibera di Giunta che trasferisce ad Abbanoa la gestione dell’impianto di depurazione di Tossilo, che garantiva importanti entrate che hanno consentito all’ente di continuare a operare nell’ultimo decennio senza avere i problemi di disponibilità per sostenete i costi del personale ai quali sono andati incontro altri consorzi industriali della Sardegna. Il trattamento dei reflui civili e industriali garantiva attorno ai 700 mila euro all’anno. Il resto delle entrate proviene dai canoni pagati dalla società Tossilo che gestisce l'impianto per il trattamento dei rifiuti, interamente di proprietà del Consorzio, e dalle competenze pagate dalle imprese insediate nell’area industriale. Non si sa quanto tempo sarà necessario per chiudere definitivamente la partita del Consorzio industriale di Macomer. Prima o poi, comunque, chiuderà e la paura è che la gestione dell’area di Tossilo passi sotto la campana gestionale dell’area della Sardegna centrale, alla quale fa capo anche Ottana.
Come tutti gli altri, il Consorzio industriale di Macomer è in liquidazione dal 2008. Nel marzo del 2012 i Comuni di Borore e Macomer deliberarono la ricostituzione del Consorzio per la gestione e il rilancio dell’area industriale di Tossilo, da allargarsi poi agli altri comuni della zona, ma gli assessori regionali all’Industria che si sono succeduti da allora non hanno mai risposto all’iniziativa partita dal centro Sardegna. Fra i problemi che si porranno con la chiusura definitiva dell’ente c’e quello della gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti, attualmente in fase di revamping. Se la Regione dovesse scioglierlo assieme a tutti gli altri consorzi presenti in Sardegna, si porrà il problema della gestione. Si è parlato di un’utility regionale per gestirlo assieme a quello di Cagliari, ma per ora è solo un’ipotesi.
C’è poi il discorso della promozione industriale. Quello di Macomer l’ha fatta in modo efficace durante la presidenza di Nino Carrus, che aveva portato la Tirsotex, poi Legler, e diverse altre attività, oltre a realizzare l’urbanizzazione dell’area. I presupposti per farla ci sono, a partire dalla disponibilità di lotti urbanizzati a nord dell’agglomerato e a est della 131. (t.g.t.)
Come tutti gli altri, il Consorzio industriale di Macomer è in liquidazione dal 2008. Nel marzo del 2012 i Comuni di Borore e Macomer deliberarono la ricostituzione del Consorzio per la gestione e il rilancio dell’area industriale di Tossilo, da allargarsi poi agli altri comuni della zona, ma gli assessori regionali all’Industria che si sono succeduti da allora non hanno mai risposto all’iniziativa partita dal centro Sardegna. Fra i problemi che si porranno con la chiusura definitiva dell’ente c’e quello della gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti, attualmente in fase di revamping. Se la Regione dovesse scioglierlo assieme a tutti gli altri consorzi presenti in Sardegna, si porrà il problema della gestione. Si è parlato di un’utility regionale per gestirlo assieme a quello di Cagliari, ma per ora è solo un’ipotesi.
C’è poi il discorso della promozione industriale. Quello di Macomer l’ha fatta in modo efficace durante la presidenza di Nino Carrus, che aveva portato la Tirsotex, poi Legler, e diverse altre attività, oltre a realizzare l’urbanizzazione dell’area. I presupposti per farla ci sono, a partire dalla disponibilità di lotti urbanizzati a nord dell’agglomerato e a est della 131. (t.g.t.)
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