La Nuova Sardegna

Nuoro

«Scuola, no all’accorpamento con Sassari»

di Sergio Secci

La protesta degli insegnanti di Budoni dopo il trasferimento, con San Teodoro, all’ufficio turritano

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BUDONI. La soppressione della provincia di Olbia Tempio e il conseguente passaggio a Sassari dei centri di Budoni e San Teodoro ha avuto ripercussioni negative anche nel mondo della scuola. L’adesione obbligata all’ufficio scolastico sassarese ha creato disagi sia in termini amministrativi che didattici. Basti pensare che occorre far capo a uffici ed enti molto distanti con Sassari che dista da Budoni circa 150 chilometri, contro i 67 di Nuoro. Il Consiglio d’istituto della scuola di Budoni con una recente delibera ha preso una posizione netta chiedendo l’attenzione delle varie autorità affinché si possa risolvere la questione. In una nota indirizzata in primo luogo al presidente della regione Francesco Pigliaru, all’assessore regionale all’istruzione e a tutti gli uffici scolastici, si chiede «un intervento urgente facendo presente le criticità, affrontate nell’ultimo anno scolastico, in relazione alla rideterminazione delle province». «Com’è noto Budoni fino al 2001 apparteneva alla provincia di Nuoro e, seppur passando poi ad Olbia Tempio, le scuole sono sempre state dirette dall’U.S.P. di Nuoro e gran parte del personale tuttora in servizio è residente in questa provincia», spiega il presidente del consiglio d’istituto Domenico Corrias. «Altro disagio amministrativo riguarda reperire personale docente e ATA, che per la distanza e i precari collegamenti, raramente accettano contratti temporanei. Le stesse difficoltà si riscontrano per il personale di ruolo che non chiede mobilità nelle nostre sedi provocando una preoccupante precarietà e discontinuità per la didattica che a lungo termine rischia di essere insostenibile. Quest’anno scolastico i docenti, appartenenti alla provincia di Nuoro, si sono sentiti quasi costretti a presentare domanda di mobilità per evitare il rischio futuro di un trasferimento interprovinciale. Abbiamo perso una parte del corpo docente che ha garantito per anni la continuità didattica nelle nostre classi. Nonostante ciò sono rimasti molti insegnanti, appartenenti alla provincia di Nuoro, che hanno preferito rimanere nel nostro istituto facendo prevalere il senso del dovere professionale alle esigenze personali. La nostra previsione – conclude – è di un corpo docente in continuo movimento che si fermerebbe il tempo di un anno scolastico per poi riavvicinarsi alla sede centrale. Un fatto, questo, che comporterebbe una frammentazione della didattica ed un impoverimento della nostra offerta formativa».

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