In totale abbandono la stazione di Campeda
Nessuna speranza di rilanciare il polo del trasporto merci di Macomer, ormai fermo da quattro anni
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MACOMER. C'era una volta il polo del trasporto merci di Macomer. La favola è finita quattro anni fa da quando Trenitalia ha deciso di trasportare solo passeggeri. Uno degli elementi portatni del sistema merci di Macomer era la stazione di Campeda, oggi nel più completo abbandono. Allo stato delle cose, non esiste nessuna possibilità di rilancio, anche perché in Sardegna le merci non viaggiano su ferrovia ma solo su mezzi gommati. Da poco è stata ventilata la possibilità di ripristinarla in funzione del sito di interesse comunitario di Campeda istituito per la tutela della gallina prataiola e del suo habitat. Dietro la stazione è stato realizzato il centro espositivo e di documentazione del Sic, che dovrebbe diventare il punto di riferimento per visitatori ed escursionisti, il quale è poco accessibile dalla strada, ma molto più facilmente dalla ferrovia.
Alla stazione di Campeda, che in passato (ma anche in tempi recenti) ha conosciuto ben altri fasti, rimangono una motrice per manovre di piazzale che cade a pezzi, i locali e parte degli impianti tra i quali la rampa di carico dall’alto dei carri ferroviari realizzata dalla ditta Castelletti e utilizzata fino a dieci anni fa, quando lo scalo ha cessato di operare. Finora non sono stati segnalati atti di vandalismo o furti, anche perché nel sito non c’è niente da rubare. Un’ipotesi di riapertura dello scalo è legata alla rinascita del polo di Macomer, la quale a sua volta resta legata al rilancio del trasporto merci su ferrovia in Sardegna, che però appare remota.
La struttura di Campeda è stata fino alla seconda metà dello scorso decennio il più importante punto di spedizione delle merci su ferrovia in Sardegna. Nella stazione si movimentava il sessanta per cento delle merci spedite nella penisola. Con lo scalo in attività venivano movimentate principalmente le produzioni industriali locali, come sabbia silicea destinata in continente alle fabbriche emiliane di piastrelle, e polietilene tereftalato (Pet), una resina termoplastica adatta al contatto alimentare che veniva prodotta negli stabilimenti petrolchimici della Equipolymers di Ottana.
Anche se dovesse riprendere il trasporto delle merci su ferrovia, è improbabile che per lo scalo di Campeda possa esserci un futuro su questo fronte. È fermo da anni un progetto per la realizzazione di un centro intermodale merci a Borore, che sarebbe più vicino alla zona industriale di Tossilo, ma anche all’area industriale di Ottana e a Nuoro. (t.g.t.)
Alla stazione di Campeda, che in passato (ma anche in tempi recenti) ha conosciuto ben altri fasti, rimangono una motrice per manovre di piazzale che cade a pezzi, i locali e parte degli impianti tra i quali la rampa di carico dall’alto dei carri ferroviari realizzata dalla ditta Castelletti e utilizzata fino a dieci anni fa, quando lo scalo ha cessato di operare. Finora non sono stati segnalati atti di vandalismo o furti, anche perché nel sito non c’è niente da rubare. Un’ipotesi di riapertura dello scalo è legata alla rinascita del polo di Macomer, la quale a sua volta resta legata al rilancio del trasporto merci su ferrovia in Sardegna, che però appare remota.
La struttura di Campeda è stata fino alla seconda metà dello scorso decennio il più importante punto di spedizione delle merci su ferrovia in Sardegna. Nella stazione si movimentava il sessanta per cento delle merci spedite nella penisola. Con lo scalo in attività venivano movimentate principalmente le produzioni industriali locali, come sabbia silicea destinata in continente alle fabbriche emiliane di piastrelle, e polietilene tereftalato (Pet), una resina termoplastica adatta al contatto alimentare che veniva prodotta negli stabilimenti petrolchimici della Equipolymers di Ottana.
Anche se dovesse riprendere il trasporto delle merci su ferrovia, è improbabile che per lo scalo di Campeda possa esserci un futuro su questo fronte. È fermo da anni un progetto per la realizzazione di un centro intermodale merci a Borore, che sarebbe più vicino alla zona industriale di Tossilo, ma anche all’area industriale di Ottana e a Nuoro. (t.g.t.)
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