Capitale della cultura, percorso collegato al Monte Ortobene
di Alessandro Mele
Partecipato incontro nello storico ristorante “Sacchi” per rafforzare la candidatura della città Le proposte della gente: recupero degli immobili storici e maggiore coinvolgimento del territorio
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NUORO. Un incontro interessante quello avvenuto nella serata di mercoledì al Monte Ortobene. È stata la cornice dello storico ristorante dei Fratelli Sacchi a ospitare Massimo Mancini, l’expectation manager incaricato della redazione del dossier di candidatura di Nuoro a Capitale della cultura per il 2020. Neppure Mancini si aspettava una partecipazione di pubblico così imponente a fronte di un tema molto sentito. Presente anche il vicesindaco e assessore alla Cultura, Sebastian Cocco. Tantissimi gli spunti emersi dall’incontro, a partire dal concetto tutto nuovo di “Nuoro città aperta”. Il prologo della discussione ha visto al centro le spiegazioni di Massimo Mancini in merito alle fasi del processo in atto e sui capitoli contenuti all’interno del dossier di 60 pagine che deve essere necessariamente presentato entro e non oltre il 15 settembre.
Si è dibattuto ampiamente di Nuoro ma più specificatamente del Monte Ortobene. Per tutta la durata dell’incontro, i numerosi intervenuti hanno formulato domande e avanzato proposte toccando gli argomenti più disparati e complessi come la situazione degli immobili storici della città, il piano per la riqualificazione delle periferie, tematiche legate al turismo e alla mobilità e ancora quale sia il ruolo del carcere di Badu ‘e Carros o il coinvolgimento dei paesi circostanti.
Spazio anche per tematiche culturali come il bilinguismo, gli itinerari deleddiani e l’archeologia per terminare poi con una discussione sul ruolo dei giovani e sulla internazionalizzazione delle ricchezze della città, non dimenticando il ruolo fondamentale in questo processo dell’Ortobene, montagna sulla quale si è disquisito di passato, presente e futuro. A intervenire sono state anche alcune persone non sarde che hanno dato il proprio contributo esprimendo le proprie prospettive.
«Forse è ancora presto, ma avrei preferito una discussione più guidata verso un ventaglio di idee – ha detto Ciriaco Offeddu moderatore dell’incontro – ciò che intuisco di positivo è una certa fame di conoscenza, di discussione e di confronto. Spero che questi incontri si ripetano perché Nuoro, al di là dell’esito del concorso, ha bisogno di reinventarsi e questo può essere possibile solo attraverso la trasparenza e grazie a una forte spinta dal basso».
La serata si è poi conclusa con la proiezione del documentario “L'Ispirazione poetica di Grazia Deledda e il monte Ortobene” per la regia di Ciriaco Offeddu e la proiezione nel suo ambiente naturale ha aggiunto intensità e valore al personaggio e alla serata. Tante le persone che vedevano il documentario per la prima volta e tante che hanno voluto rivederlo. «Abbiamo bisogno di uscire dalla depressione e dal declino – ha concluso Offeddu –. Abbiamo bisogno di freschezza. Facciamo emergere i giovani talenti, facciamo riemergere la città e il nostro Monte Ortobene».
Si è dibattuto ampiamente di Nuoro ma più specificatamente del Monte Ortobene. Per tutta la durata dell’incontro, i numerosi intervenuti hanno formulato domande e avanzato proposte toccando gli argomenti più disparati e complessi come la situazione degli immobili storici della città, il piano per la riqualificazione delle periferie, tematiche legate al turismo e alla mobilità e ancora quale sia il ruolo del carcere di Badu ‘e Carros o il coinvolgimento dei paesi circostanti.
Spazio anche per tematiche culturali come il bilinguismo, gli itinerari deleddiani e l’archeologia per terminare poi con una discussione sul ruolo dei giovani e sulla internazionalizzazione delle ricchezze della città, non dimenticando il ruolo fondamentale in questo processo dell’Ortobene, montagna sulla quale si è disquisito di passato, presente e futuro. A intervenire sono state anche alcune persone non sarde che hanno dato il proprio contributo esprimendo le proprie prospettive.
«Forse è ancora presto, ma avrei preferito una discussione più guidata verso un ventaglio di idee – ha detto Ciriaco Offeddu moderatore dell’incontro – ciò che intuisco di positivo è una certa fame di conoscenza, di discussione e di confronto. Spero che questi incontri si ripetano perché Nuoro, al di là dell’esito del concorso, ha bisogno di reinventarsi e questo può essere possibile solo attraverso la trasparenza e grazie a una forte spinta dal basso».
La serata si è poi conclusa con la proiezione del documentario “L'Ispirazione poetica di Grazia Deledda e il monte Ortobene” per la regia di Ciriaco Offeddu e la proiezione nel suo ambiente naturale ha aggiunto intensità e valore al personaggio e alla serata. Tante le persone che vedevano il documentario per la prima volta e tante che hanno voluto rivederlo. «Abbiamo bisogno di uscire dalla depressione e dal declino – ha concluso Offeddu –. Abbiamo bisogno di freschezza. Facciamo emergere i giovani talenti, facciamo riemergere la città e il nostro Monte Ortobene».
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