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Emergenza idrica a Macomer Senz’acqua per 12 ore al giorno

Emergenza idrica a Macomer Senz’acqua per 12 ore al giorno

Da mercoledì l’erogazione viene sospesa alle 19. Rubinetti a secco per tutta la notte fino al mattino Molti i disagi, soprattutto nei rioni di Scalarba e Coronas. Abbanoa sta intervenendo con autocisterne

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MACOMER. Nuovo pesante giro di vite nell’erogazione idrica a Macomer per fare fronte al fabbisogno e garantire l’acqua a tutte le utenze durante il giorno. Se la siccità dovesse perdurare probabilmente non sarà ultimo. Da mercoledì l’erogazione viene sospesa alle ore 19, altre due ore di acqua in meno che rischiano di rendere insostenibile una situazione di razionamento già pesante. Lunedì Abbanoa aveva annunciato che la chiusura dell’erogazione era stata anticipata alle ore 21. Dopo due giorni si rende necessaria una ulteriore restrizione di due ore per garantire la disponibilità necessaria per fornire l’abitato a partire dalle cinque del mattino del giorno dopo. Praticamente i rubinetti rimangono a secco per dieci ore, quasi mezza giornata, ma se si considera che nelle zone alte dell’abitato, come Scalarba e Coronas, non c’è pressione per gran parte della giornata e che di acqua ne arriva un filino per poche ore, non è difficile immaginare la dimensione del disagio alla quale sono soggette molte famiglie. In queste zone il gestore idrico sta intervenendo con autocisterne per riempire i serbatoi di riserva delle utenze. A causa della carenza d’acqua vanno incontro a problemi i pubblici esercizi. Tra i requisiti tecnici e igienico-sanitari previsti per il rilascio delle autorizzazioni c’è anche l’erogazione continua dell’acqua, senza la quale decadono le autorizzazioni della Asl a esercitare l’attività. Abbanoa spiega in un comunicato l’esigenza del nuovo giro di vite nell’erogazione. «Ancora una riduzione senza preavviso dall’invaso di Monteleone Rocca Doria con pesanti ricadute sul servizio idrico nei centri serviti dal potabilizzatore del Temo – si legge –. L’Enas, Ente acque della Sardegna, ha ulteriormente diminuito la quantità d’acqua grezza in ingresso all’impianto di Abbanoa. Le ultime misure effettuate segnano 188 litri al secondo di risorsa idrica da potabilizzare: un dato inferiore di ulteriori 12 litri rispetto ai già insufficienti 200 litri al secondo in arrivo nei giorni scorsi che avevano comportato un inasprimento delle chiusure notturne a Macomer e Bosa». Il disagio causato dalle restrizioni, intanto, alimenta malcontento e proteste, soprattutto nelle zone dell’abitato dove l’acqua arriva col contagocce. «Non piove da mesi e di acqua non ce n’è – dice il sindaco, Antonio Succu –. I disagi sono pesanti. Avremmo potuto avere l’acqua delle sorgenti di Sant’Antioco se a suo tempo non fosse stata fatta la scelta di sopprimere la condotta che alimentava Macomer. Purtroppo è un’emergenza che può durare. Spero non peggiori. Noi siamo stati i primi ad adottare provvedimenti che invitavano i cittadini a non sprecare la risorsa. A chi sostiene che si poteva utilizzare l’acqua dei pozzi Sarbe ricordo che, oltre al fatto che è in corso una procedura concorsuale, servono autorizzazioni, progetti, risorse, opere da appaltare e un percorso di potabilizzazione complesso. Il tutto con una procedura che dura anni». (t.g.t.)

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