La Nuova Sardegna

Nuoro

Sicurezza alla sfilata divieti e no ai tavolini E i baristi si dividono

di Valeria Gianoglio
Sicurezza alla sfilata divieti e no ai tavolini E i baristi si dividono

Le reazioni degli operatori alla valanga di nuove imposizioni Tra soddisfatti e delusi. Ma tutti, tranne uno, restano aperti

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NUORO. A poche ore dalla sfilata dei costumi che domani mattina, dalle 10 in poi animerà le strade del centro, tra i bar e le attività commerciali che si affacciano lungo il percorso – da viale del Lavoro al corso Garibaldi, passando per via Lamarmora – tiene banco il caso-sicurezza e divieti. Mario Nonne, titolare del bar caffè Relax di via Lamarmora, ha appena ricevuto l’ordinanza dei vigili che vieta, tra le altre prescrizioni, di sistemare i tavolini sulla via, durante il passaggio dei costumi. E per questo non nasconde una grande frustrazione. «Non è possibile – dice – che con un marciapiede di sette metri ci venga impedito di mettere anche solo una fila di tavolini. A noi questo ci crea un grande danno. Possibile che non capiscano che devono anche venirci incontro, visto che offriamo un servizio prezioso restando aperti tutto il giorno, bagni compresi? La verità è che nessuno si è voluto prendere una responsabilità che invece gli compete».

Anche al bar Su Fochile, a poca distanza, il titolare Giovannantonio Busio, seppur su posizioni più morbide, non nasconde una critica al divieto di sistemare i tavolini all’aperto durante il passaggio dei costumi. «Nemmeno un tavolino – dice – L’anno scorso almeno qualcuno lo avevamo potuto mettere. Capiamo le esigenze di sicurezza, però potevano venirci incontro. Speriamo comunque di lavorare bene anche quest’anno, saremo aperti come sempre».

«Quest’anno sono davvero troppi, i divieti – dice, dal canto suo, il proprietario del caffè gelateria Lamarmora, Giancarlo Fois – a parte il discorso del vetro e delle lattine, il divieto di mettere i tavolini ci penalizzerà e non poco. E in ogni caso lavoravamo meglio sicuramente quando la sfilata era di sera».

«È anche vero – spiega, invece, Giuseppe Busio, del bar Sas Grassias – che questi divieti ci sono sempre stati, la differenza è che quest’anno sono un po’ di più. Ma a noi stanno bene: restiamo aperti come sempre e apprezziamo il fatto che il Comune ci abbia fornito di biglietti gratis per i musei da consegnare ai clienti». Non tutti i baristi, dunque, bocciano le nuove regole sulla sicurezza durante la sfilata. Nella parte alta di via Lamarmora la soddisfazione dei baristi si tocca con mano, ma riguarda più che altro lo spostamento della sfilata al mattino.

«Già dall’anno scorso abbiamo lavorato bene durante la sfilata – spiega Paola Piras, del Break caffè – la gente si ferma, consuma, e c’è sempre movimento durante tutto il giorno. Speriamo che ci sia anche quest’anno». E salendo ancora più su tra i più soddisfatti del nuovo corso della sfilata, ci sono i titolari del bar Centrale, vicino alla stazione. «Dopo tre anni che siamo rimasti chiusi al Redentore per protestare contro le transenne che impedivano il passaggio della clientela, già dall’anno scorso abbiamo riaperto anche al Redentore – spiegano i titolari Maria Ladu e Francesco Cavada – e lo abbiamo fatto perché siamo stati contenti della scelta di tenere la sfilata al mattino. In questo modo, visto che poi la sera c’è il festival folk al Quadrivio, la gente rimane per tutto il giorno in città, e tutti lavoriamo di più. L’anno scorso abbiamo fatto più di 60 coperti a pranzo. E così faremo anche quest’anno proponendo un menù tipico». Pure Davide Pittalis, del bar L’Edera, in viale del Lavoro, della sfilata è decisamente soddisfatto. «I costumi la mattina, già dall’anno scorso, ci hanno portato molti più clienti del passato – dice – e anche quest’anno contiamo di ripeterci. Ci diamo una mano anche con il vicino chiosco di Maurizio, per i panini».

E la scelta di fare la sfilata al mattino, ha conquistato, già dall’anno scorso, anche Louis Porcheri, del Caffè 9 e tre quarti del corso Garibaldi . «In questo modo – dice – riusciamo a sfruttare la pausa pranzo e a attirare molti clienti con i nostri menù». E c’è anche chi, come Dino Sanna, del bar caffè del Corso, conta molto sul ritorno dei cavalieri alla sfilata. «Quest’anno – spiega – con loro sarà il vero test. I cavalieri porteranno sicuramente più presenze. Quanto al divieto dei tavolini, lo capiamo: è giusto che sia garantito il passaggio libero». «Comprendiamo le ragioni del no ai tavolini – dice anche Enrico Tranchini del bar Nuovo – ciò su cui invece si dovrebbe lavorare per il futuro è nell’organizzare qualche evento che trattenga la gente nel pomeriggio».

Il vero caso unico di domani alla sfilata riguarda, invece, il bar della storica Latteria di zia Marianna, al corso Garibaldi. E il perché lo spiega il titolare, nonché presidente della Confesercenti, Roberto Cadeddu. «Noi resteremo chiusi durante la sfilata, e apriremo al termine perché non ho altra scelta – spiega – davanti al mio locale, infatti, e nei primi 80 metri del Corso, non possono passare nemmeno i pedoni. Solo i costumi e i cavalieri». Un caso unico, dunque, nato, come spiega il Comune, dal fatto che nel palazzo all’ingresso del Corso vi siano alcune impalcature che restringono il percorso, e anche dal fatto che in quel tratto l’antica “bia Majore” sia più stretta rispetto al resto della via.

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