I commercianti: «Ma così siamo prigionieri»
Monta la rabbia tra i commercianti del corso Garibaldi prigionieri delle transenne: negozi e botteghe off limits da due giorni lungo la via Majore per il passaggio della sfilata del Redentore....
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Monta la rabbia tra i commercianti del corso Garibaldi prigionieri delle transenne: negozi e botteghe off limits da due giorni lungo la via Majore per il passaggio della sfilata del Redentore. Nessuna polemica contro l'evento, piuttosto qualche perplessità riguardo i tempi di attuazione del rigido piano di sicurezza ed emergenza, reso obbligatorio per i grandi eventi dopo i fatti di Torino, messo in piedi dall'amministrazione comunale con un anticipo di due giorni. «Da venerdì siamo prigionieri delle transenne — dice Antonio Cambedda, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio – Ingabbiati dentro un serpentone metallico che rende l'accesso ai negozi molto problematico e come se non bastasse preclude la sosta delle auto, quindi di potenziali acquirenti—sottolinea—. Credo che questo sia un atteggiamento irrispettoso nei nostri confronti perché nessuno ci ha avvisati e tanto meno reso partecipi di questa decisione, sicuramente necessaria e legittima, ma certamente gestita con i piedi». Le transenne, spiegano anche i numerosi esercenti del Corso, nascondono le vetrine e gli accessi, impedendo la sosta e il passaggio. «Abbiamo perso due giornate lavorative grazie alla superficialità dei nostri amministratori — ribadiscono — Quando venerdì abbiamo visto gli operai che iniziavano a sistemare le transenne lungo il Corso non pensavamo che ci avrebbero isolati in questo modo, senza darci la possibilità di avere almeno un varco in prossimità degli ingressi». Nemmeno i disabili sono stati risparmiati dal giro di vite sulla sicurezza: le transenne infatti, inchiodate a terra e legate saldamente l'una all'altra attraverso delle fascette, non hanno permesso la sosta nei posti riservati ai diversamente abili lungo l'intera via, trasformata per due giorni in un deserto. «La domanda che a questo punto facciamo ai nostri amministratori è come mai gli ingressi dei bar sono stati invece risparmiati dalle transenne e quelli degli esercizi commerciali no—conclude Cambedda—. Sarebbe bastato dialogare con noi, associazioni di categoria, per capire che si potevano lasciare gli ingressi liberi dei negozi almeno venerdì e sabato mattina». (stefania vatieri)
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