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Nuoro

Il palazzo del conte Teodato sarà restaurato

di Sergio Secci
Il palazzo del conte Teodato sarà restaurato

Posada, grazie ad alcuni fondi regionali il Comune recupererà un pezzo di storia del centro

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POSADA. Un edificio in rovina ereditato da alcune famiglie di Posada, che è diventato di proprietà pubblica, potrà essere restaurato grazie ad alcuni fondi arrivati recentemente dalla Regione. «Con il recupero del Palazzo del Conte si riqualifica un pezzo importante del centro storico di Posada – dice il sindaco Roberto Tola – la finalità di utilizzo a cui è destinato l'edificio, consentirà di rendere il borgo antico ancora più dinamico, vitale e attrattivo, una vetrina per conoscere e scoprire le eccellenze agroalimentari dell'interro territorio del Parco di Tepilora e della MaB Unesco».

Il palazzo del conte Teodato è una struttura gigantesca per i criteri del centro storico di Posada: si affaccia su due strade e si sviluppa su tre livelli in ben 500 metri di terreno. Visti gli alti costi per la ristrutturazione, i proprietari hanno preferito due anni fa cederlo alla proprietà pubblica per promuoverne il recupero avendone in cambio volumetria edificabile in altre parti del territorio. La scheda progettuale che prevede una spesa di circa due milioni di euro, è stata accolta positivamente e ora si dovrà lottare contro il tempo visto che i lavori dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2020.

Il restauro consentirà al paese di avere un immenso locale nella parte antica che diventerà un centro turistico incentrato sull’enogastronomia con itinerari a tema su tutto il territorio del Parco di Tepilora. Un luogo innovativo per conoscere e naturalmente assaggiare le produzioni locali e il progetto si fonda sulla partecipazione anche dei privati, grazie al ruolo del comune e il coinvolgimento di operatori economici del territorio e alla partnership con Legambiente, Fai e Slow Food Italia. Il consiglio comunale due anni fa, aveva ratificato l’acquisizione con l’obiettivo di farlo diventare un centro dedicato al gusto e all’enogastronomia di Posada e delle aree circostanti. Nella relazione progettuale si legge che il palazzo del conte sarebbe stato una dogana del sale che la repubblica Toscana registrò tra i beni di proprietà dell’opera di Santa Maria di Pisa. Nei primi anni dell’Ottocento una parte del palazzo venne affittato dalla Marchesa Pasqua. In seguito, quando la marchesa lasciò Posada, i resti del palazzo, vennero acquistati da una famiglia originaria di Bitti. L’incuria e l’abbandono dei locali portarono in seguito alla completa rovina del palazzo che sarà ora restaurato.

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