Migliaia in processione in cima al Monte
di Valeria Gianoglio
Oltre tremila persone alla messa nel parco. La pellegrina più anziana ha 101 anni. Il più tenace è arrivato a piedi da Aritzo
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NUORO. Francesco “Zigheddu” Calledda, 79 anni e 55 maratone alle spalle, anche stavolta, se l’è fatta a piedi. Per arrivare in tempo, al pellegrinaggio che dalla Solitudine conduce fino alla statua del Redentore, è partito il pomeriggio prima, intorno alle 15, dalla sua Aritzo e ha camminato tutta la notte senza fermarsi, senza dormire, e sbocconcellando solo, ogni tanto, una banana e un pezzo di crostata alle more. Ottanta chilometri di marcia serrata durante i quali, oltre alla fatica, ha superato persino i controlli di polizia e carabinieri. Due pattuglie, infatti, lo hanno fermato – incredule – mentre con il suo fedele bastone percorreva nel buio della notte un tratto della statale Nuoro-Lanusei e si infilava persino nella galleria vicino a Mamoiada. «Che ci fa qui nel cuore della notte?», gli hanno chiesto. E lui ha allargato le braccia e ha risposto sicuro: «Sto andando a piedi a Nuoro per la festa del Redentore».
E insieme a Zigheddu, sono stati davvero tanti, – non meno di un migliaio – all’alba di ieri, i devoti che si sono alzati di buon’ora e alle 6 del mattino si sono incamminati fino alla cima dell’Ortobene. Tra loro, anche quest’anno, non è voluta mancare nemmeno un’altra fedelissima del Redentore che insieme a Zigheddu condivide un piccolo grande record: tzia Antonia Mele, infatti, con i suoi 101 anni compiuti lo scorso 22 luglio, fonnese di nascita ma residente a Nuoro da più di 50 anni, è stata la pellegrina più anziana presente ieri alla messa celebrata ai piedi della statua, intorno alle 9, da don Alessandro Fadda. E insieme alle centinaia di pellegrini in scarpette da ginnastica e pantaloni sportivi, non è voluta mancare nemmeno al tradizionale “cumbido” preparato vicino al Redentore dalla chiesa insieme a diversi volontari del comitato Monte Ortobene Ultima spiaggia: Luca Belloi e la moglia Elisa Farris, Graziano Belloi e Graziano Chironi. A tutti i pellegrini, affaticati dopo 7 chilometri di camminata, il gruppetto di volenterosi ha offerto una tazza di caffè e un mucchio di dolci ristoratori dopo tanta fatica.
Mentre al termine della messa delle 11, celebrata nello splendido scenario verde del parco, un altro invitante spuntino è stato preparato con cura dalla Pro loco di Nuoro insieme al Comune. E così, tra un inossidabile camminatore come Zigheddu, e una tenace centounenne come tzia Antonia Mele, passando per la marea di volontari che si sono impegnati in tutto il backstage dell’evento e per lo staff dell’assessorato comunale al Turismo e commercio, sono stati davvero tanti i volti e i protagonisti di questa festa del Redentore che ieri ha toccato la sua giornata di chiusura con il momento più intimo e autentico dell’intero percorso. «Mi pare molto bello vedere qui al Redentore tutta la nuoresità e non solo – ha detto il vescovo Mosè Marcia, all’inizio dell’omelia, davanti ad almeno un migliaio di fedeli raccolti per la messa delle 11, e alle autorità tra le quali c’era anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – il Redentore ci pone davanti alle nostre responsabilità di sacerdoti, cittadini, politici». Al termine della messa, e dopo il tradizionale “cumbido” tutto nuorese, al monte la festa è continuata sino a tarda notte. Ma grazie al grande impegno dei vigili urbani e di un gruppo di volenterosi nonni vigili, anche il fronte traffico e parcheggi è filato liscio: l’assessore Maria Boi, non a caso, ha voluto ringraziarli tutti di cuore per il grande impegno e la grande professionalità dimostrati anche in questa occasione.
E insieme a Zigheddu, sono stati davvero tanti, – non meno di un migliaio – all’alba di ieri, i devoti che si sono alzati di buon’ora e alle 6 del mattino si sono incamminati fino alla cima dell’Ortobene. Tra loro, anche quest’anno, non è voluta mancare nemmeno un’altra fedelissima del Redentore che insieme a Zigheddu condivide un piccolo grande record: tzia Antonia Mele, infatti, con i suoi 101 anni compiuti lo scorso 22 luglio, fonnese di nascita ma residente a Nuoro da più di 50 anni, è stata la pellegrina più anziana presente ieri alla messa celebrata ai piedi della statua, intorno alle 9, da don Alessandro Fadda. E insieme alle centinaia di pellegrini in scarpette da ginnastica e pantaloni sportivi, non è voluta mancare nemmeno al tradizionale “cumbido” preparato vicino al Redentore dalla chiesa insieme a diversi volontari del comitato Monte Ortobene Ultima spiaggia: Luca Belloi e la moglia Elisa Farris, Graziano Belloi e Graziano Chironi. A tutti i pellegrini, affaticati dopo 7 chilometri di camminata, il gruppetto di volenterosi ha offerto una tazza di caffè e un mucchio di dolci ristoratori dopo tanta fatica.
Mentre al termine della messa delle 11, celebrata nello splendido scenario verde del parco, un altro invitante spuntino è stato preparato con cura dalla Pro loco di Nuoro insieme al Comune. E così, tra un inossidabile camminatore come Zigheddu, e una tenace centounenne come tzia Antonia Mele, passando per la marea di volontari che si sono impegnati in tutto il backstage dell’evento e per lo staff dell’assessorato comunale al Turismo e commercio, sono stati davvero tanti i volti e i protagonisti di questa festa del Redentore che ieri ha toccato la sua giornata di chiusura con il momento più intimo e autentico dell’intero percorso. «Mi pare molto bello vedere qui al Redentore tutta la nuoresità e non solo – ha detto il vescovo Mosè Marcia, all’inizio dell’omelia, davanti ad almeno un migliaio di fedeli raccolti per la messa delle 11, e alle autorità tra le quali c’era anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – il Redentore ci pone davanti alle nostre responsabilità di sacerdoti, cittadini, politici». Al termine della messa, e dopo il tradizionale “cumbido” tutto nuorese, al monte la festa è continuata sino a tarda notte. Ma grazie al grande impegno dei vigili urbani e di un gruppo di volenterosi nonni vigili, anche il fronte traffico e parcheggi è filato liscio: l’assessore Maria Boi, non a caso, ha voluto ringraziarli tutti di cuore per il grande impegno e la grande professionalità dimostrati anche in questa occasione.
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