Bitti, il canto a tenore e il Parco nel patrimonio dell’Unesco
La genuinità dei prodotti enogastronomici ha dato nuova linfa all’economia I siti archeologici e le mostre, in particolare quella dei dinosauri per i bambini
BITTI. Con il primo fine settimana di settembre Bitti da il via al circuito di Autunno in Barbagia-Cortes Apertas. Tre giornate che animeranno il centro storico del paese conosciuto in tutto il mondo per il canto a tenore, per la genuinità dei suoi prodotti di eccellenza come il pane carasau, le salsiccie, il formaggio pecorino, siti archeologici unici nel Mediterraneo come Romanzesu e ora anche per il Parco naturale di Tepilora, riconosciuto area “MaB-Man and Biosphere” dall’Unesco.
Gli ingredienti per il successo ci sono tutti e in paese, in attesa dei visitatori, si respira un’atmosfera di cauto ma sano ottimismo. E' infatti dall’entusiasmo e dalla partecipazione “operativa” di ogni singolo protagonista, che si determina in buona parte il successo e la riuscita della manifestazione; siano essi imprenditori agricoli, artigiani, commercianti, operatori turistici, associazioni socio-culturali. Una delle caratteristiche del circuito Autunno in Barbagia, forse la sua unicità, risiede proprio nel fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, scaturisce e si elabora dal basso, con l’amministrazione locale che promuove l’iniziativa generale, mettendo a disposizione dei soggetti l’apparato tecnico-logistico e il supporto alle singole iniziative.
All’Aspen-Camera di Commercio l’importantissimo compito di coordinare il tutto, sia dentro sia fuori il territorio dei 32 comuni interessati (4 in più della precedente edizione) e far rientrare la manifestazione nei grandi flussi turistici, intercettando, se possibile, quelli provenienti dall'estero. Ma a Bitti, un paese con profonde radici culturali e antiche tradizioni pastorali, come peraltro in tutta la Barbagia, Cortes Apertas non è solo commercio e affari. Soffermarsi esclusivamente su questi aspetti, per quanto importanti, è riduttivo. In questo circuito turistico-culturale più unico che raro per la sua tipicità, alberga una caratteristica che va al di là delle grandi potenzialità e ricadute economiche.
È ciò che lega e rinsalda con i centri storici dei paesi dell’interno, un potente faro che si accende sulla vita e le tradizioni più vere e genuine e ne amplifica ulteriormente le grandi qualità antropologiche e sociali. Cose dal valore inestimabile che, se tutelate e valorizzate a dovere, possono contribuire tanto; non solo ad arginare l’inesorabile spopolamento dei comuni dell’interno, ma anche ad impostare un futuro dove si possa ancora vivere, e bene, all’insegna delle ricchezze ambientali, gastronomiche, folkloristiche e culturali.
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