Una festa Nuorese Artedino punta dritto ai playoff
La presentazione della squadra ai tifosi, cresce l’entusiasmo Il presidente: «Presi giocatori barbaricini. Pronti al debutto»
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NUORO. In attesa di farlo in campo - domenica prossima contro il Latte Dolce, stadio Frogheri, ore 17 - la Nuorese ieri sera è scesa in piazza. Una Nuorese...molto nuorese: insieme al riconfermato Cadau, ecco Verachi e bomber Meloni.
«Questo aspetto della squadra, la sua nuoresità, mi piace molto e sono sicuro che, oltre a darci ottimi risultati, contribuirà ad avvicinare ancora di più i tifosi» dice Michele Artedino, presidente della Nuorese, poco prima della presentazione.
Il patron della Nuorese, superato il momento difficile, quando aveva chiesto ad altri di farsi avanti, ora guarda avanti con maggiore fiducia e, anche, con entusiasmo.
«Dopo le mie dimissioni, non essendosi fatto avanti nessuno per sostituirmi, ho ripreso in mano la squadra e, in qualche modo, posso dire che il nostro campionato l’abbiamo già vinto» precisa Artedino.
Mettere insieme la società non è stato facile, allestire la squadra meno ancora. «Se penso che il 5 di agosto, meno di un mese fa, non avevamo neppure un giocatore in rosa, essere qui oggi è davvero un’impresa - chiarisce il presidente -. Ovviamente, questo ritardo si farà sentire. Abbiamo cominciato tardi, più tardi delle concorrenti, e quindi saremo in ritardo anche ora - spiega Artedino -. Ma non ci sono problemi: il nostro obbiettivo uscirà fuori nel medio-lungo termine».
I tifosi, insomma, non abbiano fretta: devono avere pazienza, la Nuorese è in fase di amalgama, qualche passaggio a vuoto può starci, ma sarà passeggero.
«Abbiamo 22 giocatori che, se presi singolarmente, sono forti - dice il presidente -. Sono di valore, or a l’allenatore dovrà metterli insieme, farne una squadra forte». L’arrivo di Giuseppe Meloni - nuorese, bomber di razza - potrebbe far fare il salto di qualità ai verdazzurri. È inutile girarci intorno, è un attaccante di categoria superiore. «Sono felicissimo del suo arrivo» dice Artedino.
Un lusso che la Nuorese si è concessa. E che aiuta Artedino a sognare, legittimamente, almeno i playoff. «Sì, il nostro obbiettivo è quello - ammette il patron -. Pensiamo di potercela giocare alla pari con molte squadre, anche se questa stagione il nostro girone della serie D è notevolmente più difficile della passata stagione. Ci sono squadre forti, come il Rieti e il Monterosi, le cui società hanno speso, a testa, almeno un milione di euro per rinforzarsi. C’è poi la Lupa Roma, appena retrocessa e comunque molto competitiva».
E poi c’è il Latte Dolce. I sassaresi, per Artedino, saranno una sorpresa. «È una delle favoritissime - attacca il patron -. Ha investito economicamente molto e ha un’intelaiatura forte su cui hanno innestato cinque-sei giocatori di categoria superiore».
E, proprio domenica, al debutto, la Nuorese se la vedrà con il Latte Dolce. «Sarà per noi un test importante per capire di che pasta siamo fatti» conclude Artedino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Questo aspetto della squadra, la sua nuoresità, mi piace molto e sono sicuro che, oltre a darci ottimi risultati, contribuirà ad avvicinare ancora di più i tifosi» dice Michele Artedino, presidente della Nuorese, poco prima della presentazione.
Il patron della Nuorese, superato il momento difficile, quando aveva chiesto ad altri di farsi avanti, ora guarda avanti con maggiore fiducia e, anche, con entusiasmo.
«Dopo le mie dimissioni, non essendosi fatto avanti nessuno per sostituirmi, ho ripreso in mano la squadra e, in qualche modo, posso dire che il nostro campionato l’abbiamo già vinto» precisa Artedino.
Mettere insieme la società non è stato facile, allestire la squadra meno ancora. «Se penso che il 5 di agosto, meno di un mese fa, non avevamo neppure un giocatore in rosa, essere qui oggi è davvero un’impresa - chiarisce il presidente -. Ovviamente, questo ritardo si farà sentire. Abbiamo cominciato tardi, più tardi delle concorrenti, e quindi saremo in ritardo anche ora - spiega Artedino -. Ma non ci sono problemi: il nostro obbiettivo uscirà fuori nel medio-lungo termine».
I tifosi, insomma, non abbiano fretta: devono avere pazienza, la Nuorese è in fase di amalgama, qualche passaggio a vuoto può starci, ma sarà passeggero.
«Abbiamo 22 giocatori che, se presi singolarmente, sono forti - dice il presidente -. Sono di valore, or a l’allenatore dovrà metterli insieme, farne una squadra forte». L’arrivo di Giuseppe Meloni - nuorese, bomber di razza - potrebbe far fare il salto di qualità ai verdazzurri. È inutile girarci intorno, è un attaccante di categoria superiore. «Sono felicissimo del suo arrivo» dice Artedino.
Un lusso che la Nuorese si è concessa. E che aiuta Artedino a sognare, legittimamente, almeno i playoff. «Sì, il nostro obbiettivo è quello - ammette il patron -. Pensiamo di potercela giocare alla pari con molte squadre, anche se questa stagione il nostro girone della serie D è notevolmente più difficile della passata stagione. Ci sono squadre forti, come il Rieti e il Monterosi, le cui società hanno speso, a testa, almeno un milione di euro per rinforzarsi. C’è poi la Lupa Roma, appena retrocessa e comunque molto competitiva».
E poi c’è il Latte Dolce. I sassaresi, per Artedino, saranno una sorpresa. «È una delle favoritissime - attacca il patron -. Ha investito economicamente molto e ha un’intelaiatura forte su cui hanno innestato cinque-sei giocatori di categoria superiore».
E, proprio domenica, al debutto, la Nuorese se la vedrà con il Latte Dolce. «Sarà per noi un test importante per capire di che pasta siamo fatti» conclude Artedino.
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