Macomer, scatta l’allarme topi «Colpa dei rifiuti»
di Paolo Maurizio Sechi
MACOMER. La presenza di grossi roditori vine segnalata in diversi quartieri dell'abitato. Soprattutto in estate e nelle ore notturne è facile imbattersi in ratti che spesso vengono scambiati per...
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MACOMER. La presenza di grossi roditori vine segnalata in diversi quartieri dell'abitato. Soprattutto in estate e nelle ore notturne è facile imbattersi in ratti che spesso vengono scambiati per altre specie animali per le grandi dimensioni che si introducono facilmente nelle abitazioni attraverso le finestre tenute aperte per il caldo ma sono anche abili arrampicatori raggiungendo i piani alti delle case risalendo i pluviali. Saccheggiano anche le buste e i contenitori dei rifiuti che vengono depositati fuori porta nelle ore notturne il giorno prima del ritiro. Non si tratta di semplici topolini ma di una specie di roditore voracissima e aggressiva se viene attaccata, molto prolifica e dannosa. Difficile debellare i famelici topi con i metodi tradizionali come esche avvelenate o le classiche trappole mentre la scorsa estate il comune aveva predisposto un piano di derattizzazione nel centro storico con l’intervento del Centro Provinciale Antinsetti che aveva introdotto sostanze velenose nelle griglie delle caditoie nel piano stradale.
Purtroppo i topi che imperversano in città raramente vivono nella rete fognaria ma hanno ormai preso “Casa” in diversi edifici disabitati e in abbandono o in vecchi ruderi sia nel centro storico ma anche in altre parti dell’abitato come a Santa Maria, nella zona di piazza Italia e in periferia nella zona di Bonu Trau dove vengono spesso abbandonati rifiuti di ogni genere. «Come amministrazione comunale interveniamo periodicamente con interventi di derattizzazione negli edifici pubblici come scuole e palestre e altre strutture comunali ma non possiamo intervenire negli edifici privati in abbandono dove proliferano i ratti – afferma Giovanni Lai, assessore comunale all'ambiente – Spesso la causa è la spazzatura abbandonata». (p.m.s.)
Purtroppo i topi che imperversano in città raramente vivono nella rete fognaria ma hanno ormai preso “Casa” in diversi edifici disabitati e in abbandono o in vecchi ruderi sia nel centro storico ma anche in altre parti dell’abitato come a Santa Maria, nella zona di piazza Italia e in periferia nella zona di Bonu Trau dove vengono spesso abbandonati rifiuti di ogni genere. «Come amministrazione comunale interveniamo periodicamente con interventi di derattizzazione negli edifici pubblici come scuole e palestre e altre strutture comunali ma non possiamo intervenire negli edifici privati in abbandono dove proliferano i ratti – afferma Giovanni Lai, assessore comunale all'ambiente – Spesso la causa è la spazzatura abbandonata». (p.m.s.)
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