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Nuoro

il secondo versante dell’inchiesta 

I carabinieri sequestrano il terreno e l’intera piantagione

I carabinieri sequestrano il terreno e l’intera piantagione

SILANUS. Non solo le cause del malore che ha portato alla morte Luca Arca, ma anche chi si muoveva attorno alla piantagione di marijuana: le indagini dei carabinieri della compagnia di Macomer e del...

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SILANUS. Non solo le cause del malore che ha portato alla morte Luca Arca, ma anche chi si muoveva attorno alla piantagione di marijuana: le indagini dei carabinieri della compagnia di Macomer e del nucleo investigativo provinciale, puntano anche a scoprire con esattezza chi siano stati i coltivatori della piantagione di droga scoperta a trecento metri dal cadavere del giovane silanese. Chi abbia accudito le piantine fino a farle crescere floride, chi le abbia innaffiate con regolarità, fino a renderle quasi pronte per il taglio e la vendita sul mercato clandestino. Il coltivatore era lo stesso Luca Arca oppure altre persone? Al momento, l’unica certezza sta nel fatto che dalla casupola dove è stato trovato il corpo del ragazzo, parte una pompa che poi, trecento metri dopo, porta l’acqua alla piantagione.

Ma nessuno per ora può dire se ad aprire l’acqua per alimentare quel piccolo appezzamento sia stato lo stesso Luca Arca e se eventualmente lo stesse facendo da tempo e con una certa regolarità. Per gli investigatori, per ora, la presenza di Luca Arca è certamente legata alla presenza della piantagione di droga. Resta in ogni caso da capire se esiste qualche altro che accudiva l’appezzamento, oppure no. I proprietari dei due terreni – quello dove sta il gabbiotto, e quello dove è stata sequestrata la piantagione di droga – interrogati dai carabinieri hanno spiegato di non sapere nulla della vicenda, né tantomeno della presenza di droga.

Certo è che nella zona, già in passato, i carabinieri avevano scoperto altre piantagioni di marijuana. E per questo, un anno fa, quattro giovani di Silanus erano stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Macomer, guidati dal capitano Giuseppe Pischedda. (v.g.)

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