La Nuova Sardegna

Nuoro

nasce la lute 

Costituita un’associazione per l’università della terza età

di Gianluca Corsi

NUORO. Più che della Terza Età sarebbe meglio chiamarla delle Tre Età. E sì, perché i promotori della nuovissima Lute (Libera Università della Terza Età) di Nuoro, oltre a avere un entusiasmo e una...

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NUORO. Più che della Terza Età sarebbe meglio chiamarla delle Tre Età. E sì, perché i promotori della nuovissima Lute (Libera Università della Terza Età) di Nuoro, oltre a avere un entusiasmo e una voglia di mettersi in gioco da far impallidire le più agguerrite matricole universitarie, non hanno alcuna intenzione di fissare paletti anagrafici. Che la «cittadinanza» sia «attiva ad ogni età» lo conferma Eugenia Laria, la presidente del sodalizio, nato nel luglio scorso da alcuni incontri tra circa venti soci fondatori: «Lo statuto dell'associazione non prevede limiti di età. Ogni persona, quale che sia la sua età, deve poter essere messa in grado di utilizzare i mezzi che garantiscono la continua formazione, il confronto, lo scambio intergenerazionale». Un richiamo ancora più forte ad entrare a far parte del nuovo soggetto, attraverso l'indirizzo di posta elettronica lutenuoro@gmail.com e la pagina Facebook, in una fase di raccolta delle adesioni che si preannuncia entusiasmante. Ad oggi, infatti, l'associazione ha completato giusto la costituzione degli organismi minimi (segretario Silvano Salici, tesoriere Raffaella Casalloni), ma ha già iniziato a interloquire con altre realtà associative culturali del vivace panorama cittadino, senza dimenticare le istituzioni pubbliche. «Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro molto proficuo con l'amministrazione comunale _ conferma Eugenia Laria _ dando la nostra piena disponibilità al sindaco a collaborare, a vario titolo, nel processo di candidatura di Nuoro a capitale italiana della cultura per il 2020».

Con questa consapevolezza e con la giusta ambizione unita all'umiltà dei suoi promotori nasce la Lute, con l’obiettivo di accogliere e motivare soprattutto le persone escluse dal ciclo produttivo, in genere gli anziani (ma non solo), affinché possano trasformare la forza-lavoro in forza-cultura. Lo dimostra l'attivismo dell'associazione, oltre che nella raccolta delle nuove adesioni, anche nella stesura del modulo delle analisi dei bisogni formativi. Sono tante le sfere d'interesse da sviluppare: corsi e incontri di archeologia, psicologia, medicina (nutrizione, prevenzione), storia dell’arte, storia della Sardegna, letteratura, lingue straniere. E poi laboratori di ceramica, disegno grafico, informatica, intreccio di cestini, fotografia , scultura, tessitura, cucina (dolci tradizionali, cucina base ecc.), riconoscimento delle erbe spontanee, teatro. Senza contare salutari sedute di attività fisica (yoga, thajchi), e tante altre proposte che mettano sempre al centro l’attuazione del diritto al pieno sviluppo della persona.

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