Romagna: «Entro l’anno la consulta per i disabili»
di Francesco Pirisi
L’assessore rassicura le associazioni che avevano denunciato la carenza «Non ritardi, ma i tempi necessari per affrontare una materia complessa»
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NUORO. La consulta comunale delle associazioni della disabilità sarà istituita dal Consiglio entro l’anno. La garanzia arriva da Valeria Romagna, assessore dei Servizi sociali. La dichiarazione vuole rassicurare malati, e volontari che li assistono, e chiudere con lo scontro che si è aperto sulla questione, sia nell’assemblea civica, sia tra gruppi delle nove associazioni che nel 2016 hanno proposto la nascita del organismo. Obiettivo quest’ultimo oggi forse più arduo dello stesso lavoro per il nuovo sodalizio. È di pochi giorni fa la denuncia dei ritardi sulla definizione dell’iniziativa da parte delle responsabili provinciali delle associazioni dei parkinsoniani e dei malati di alzheimer, insieme alla vice-presidente della Fish Sardegna (associazione per il superamento dell’handicap), con un’accusa precisa: «A dicembre abbiamo presentato il regolamento per la consulta ma da quanto ci risulta non è ancora arrivato neppure alla competente commissione consiliare».
Ritardo da parte della maggioranza civica, guidata dal sindaco Andrea Soddu, contestato anche dai consiglieri di opposizione Leonardo Moro, Alessandro Bianchi, Tore Sulas, Mara Sanna, Pier Luigi Saiu, Peppe Montesu, Basilio Brodu e Gian Pietro Gusai. Gli “otto” agitano il campanello per ravvivare l’impegno sulla questione: «Il Consiglio comunale si deve mettere subito al lavoro e dare una risposta adeguata alle richieste di persone che fanno tanto per chi ha bisogno di aiuto». Sull’obiettivo, dunque, posizione univoca con quella espressa dall’assessore e dalle associazioni di volontariato. Molto meno vicina la minoranza invece sui tempi e soprattutto sul metodo: «La malattia, il dolore, la sofferenza sono temi molto delicati. Ci si deve accostare con cautela, senza strumentalizzazioni di qualunque tipo. E chi ha responsabilità politiche e amministrative, in questi casi deve evitare divisioni e polemiche». Divisioni che ora sono quelle nell’assemblea comunale e nei giorni scorsi hanno messo su due posizioni distinte gli stessi sodalizi dei volontari. Dalla denuncia delle tre associazioni sul silenzio da parte del Comune hanno preso le distanze i colleghi dirigenti di Amo, Aisla, Unitalsi, Aism, Uici, Acaa e Associazione ciechi: «I tempi per la creazione della consulta sulla disabilità si sono allungati per la necessità di apportare alcune modifiche alla proposta di regolamento depositata in precedenza e adattarla alla normativa comunale. Altrimenti il nostro contributo sarebbe risultato vano. Oggi la bozza del regolamento è al vaglio degli uffici competenti».
Nell’ultima riunione delle associazioni a luglio la decisione delle correzioni al testo. Non hanno preso parte all’incontro i volontari che seguono i malati di parkinson, alzheimer e i colleghi della Fish, che oggi incalzano l’amministrazione civica, perché si ritengono trattati come figli di un dio minore. Assenza di cui non si conosce la ragione, ma che nella realtà ha acceso la spia su posizioni e conoscenze differenti circa la sorte dell’organismo in gestazione e sull’iter per approvare il regolamento, che del primo è atto propedeutico.
«Non ci sono ritardi – ribadisce Valeria Romagna – ma i tempi necessari per affrontare una materia delicata e complessa, caratterizzata anche dalla presenza di esigenze e necessità diverse in rapporto alle malattie e ai pazienti, non uguali».
Ritardo da parte della maggioranza civica, guidata dal sindaco Andrea Soddu, contestato anche dai consiglieri di opposizione Leonardo Moro, Alessandro Bianchi, Tore Sulas, Mara Sanna, Pier Luigi Saiu, Peppe Montesu, Basilio Brodu e Gian Pietro Gusai. Gli “otto” agitano il campanello per ravvivare l’impegno sulla questione: «Il Consiglio comunale si deve mettere subito al lavoro e dare una risposta adeguata alle richieste di persone che fanno tanto per chi ha bisogno di aiuto». Sull’obiettivo, dunque, posizione univoca con quella espressa dall’assessore e dalle associazioni di volontariato. Molto meno vicina la minoranza invece sui tempi e soprattutto sul metodo: «La malattia, il dolore, la sofferenza sono temi molto delicati. Ci si deve accostare con cautela, senza strumentalizzazioni di qualunque tipo. E chi ha responsabilità politiche e amministrative, in questi casi deve evitare divisioni e polemiche». Divisioni che ora sono quelle nell’assemblea comunale e nei giorni scorsi hanno messo su due posizioni distinte gli stessi sodalizi dei volontari. Dalla denuncia delle tre associazioni sul silenzio da parte del Comune hanno preso le distanze i colleghi dirigenti di Amo, Aisla, Unitalsi, Aism, Uici, Acaa e Associazione ciechi: «I tempi per la creazione della consulta sulla disabilità si sono allungati per la necessità di apportare alcune modifiche alla proposta di regolamento depositata in precedenza e adattarla alla normativa comunale. Altrimenti il nostro contributo sarebbe risultato vano. Oggi la bozza del regolamento è al vaglio degli uffici competenti».
Nell’ultima riunione delle associazioni a luglio la decisione delle correzioni al testo. Non hanno preso parte all’incontro i volontari che seguono i malati di parkinson, alzheimer e i colleghi della Fish, che oggi incalzano l’amministrazione civica, perché si ritengono trattati come figli di un dio minore. Assenza di cui non si conosce la ragione, ma che nella realtà ha acceso la spia su posizioni e conoscenze differenti circa la sorte dell’organismo in gestazione e sull’iter per approvare il regolamento, che del primo è atto propedeutico.
«Non ci sono ritardi – ribadisce Valeria Romagna – ma i tempi necessari per affrontare una materia delicata e complessa, caratterizzata anche dalla presenza di esigenze e necessità diverse in rapporto alle malattie e ai pazienti, non uguali».
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