Villagrande in sciopero contro le “classi pollaio”
di Lamberto Cugudda
Dura protesta nell’Istituto comprensivo: nessun alunno è entrato a scuola Solidarietà anche dai commercianti che hanno chiuso per un’ora
2 MINUTI DI LETTURA
VILLAGRANDE STRISAILI. Lo sciopero contro le cosiddette “classi pollaio”, in particolare per quella da 29 studenti che si vuole fare partire in paese – era stato ipotizzato, dall’ufficio scolastico regionale, il trasferimento di alcuni studenti nella frazione di Villanova Strisaili – ha visto una grande partecipazione e anche un’adesione della popolazione villagrandese. Nessun studente delle tre classi della scuola media è entrato a scuola per protesta contro il mancato sdoppiamento della prima classe, dopo che vi era stata una richiesta dei genitori.
Tutti all’esterno, per protestare contro l’ufficio scolastico regionale. I genitori, soprattutto quelli degli studenti di prima, sono intenzionati ad andare avanti, ad oltranza, non mandando i loro piccoli a scuola. E anche tutti gli esercizi commerciali del paese sono rimasti chiusi dalle 8.30 alle 9.30. In ognuno è stato affisso un cartello riportante la motivazione: «Per sostenere la protesta dei genitori degli studenti della prima media contro le classi pollaio».
Anche all’esterno del caseggiato scolastico sono stati affissi cartelli con slogan come “No alle classi pollaio”, e “Difendiamo il nostro diritto allo studio”. Pure il sindaco Giuseppe Loi e alcuni membri del suo esecutivo erano presenti all’esterno della scuola media in solidarietà con gli scioperanti. «Ho un’interlocuzione in corso con l’ufficio scolastico regionale – ha detto il primo cittadino di Villagrande – e spero si possa risolvere il tutto in maniera positiva, a breve, con lo sdoppiamento della prima classe della scuola media». Una speranza che è di tutti. «I nostri figli – ha dichiarato Alberta Lotto, rappresentante di classe della prima media – non entreranno a scuola fino a quando non ci sarà stato lo sdoppiamento della classe pollaio. Abbiamo saputo, poco fa, che il sindaco Giuseppe Loi, che era presente qui per solidarietà con noi, come altri esponenti della giunta e della maggioranza comunale, è in contatto con Francesco Feliziani, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale. Ci auguriamo – ha proseguito Alberta Lotto – che questa storia abbia una fine positiva entro pochissimi giorni. Noi chiediamo solo che vengano riconosciuti i diritti dei nostri figli a potere frequentare in una classe normale, e non in una classe pollaio».
Ed ecco perché, come è stato ribadito ieri mattina all’esterno della scuola media «fino ad allora continueremo a non mandarli a scuola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutti all’esterno, per protestare contro l’ufficio scolastico regionale. I genitori, soprattutto quelli degli studenti di prima, sono intenzionati ad andare avanti, ad oltranza, non mandando i loro piccoli a scuola. E anche tutti gli esercizi commerciali del paese sono rimasti chiusi dalle 8.30 alle 9.30. In ognuno è stato affisso un cartello riportante la motivazione: «Per sostenere la protesta dei genitori degli studenti della prima media contro le classi pollaio».
Anche all’esterno del caseggiato scolastico sono stati affissi cartelli con slogan come “No alle classi pollaio”, e “Difendiamo il nostro diritto allo studio”. Pure il sindaco Giuseppe Loi e alcuni membri del suo esecutivo erano presenti all’esterno della scuola media in solidarietà con gli scioperanti. «Ho un’interlocuzione in corso con l’ufficio scolastico regionale – ha detto il primo cittadino di Villagrande – e spero si possa risolvere il tutto in maniera positiva, a breve, con lo sdoppiamento della prima classe della scuola media». Una speranza che è di tutti. «I nostri figli – ha dichiarato Alberta Lotto, rappresentante di classe della prima media – non entreranno a scuola fino a quando non ci sarà stato lo sdoppiamento della classe pollaio. Abbiamo saputo, poco fa, che il sindaco Giuseppe Loi, che era presente qui per solidarietà con noi, come altri esponenti della giunta e della maggioranza comunale, è in contatto con Francesco Feliziani, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale. Ci auguriamo – ha proseguito Alberta Lotto – che questa storia abbia una fine positiva entro pochissimi giorni. Noi chiediamo solo che vengano riconosciuti i diritti dei nostri figli a potere frequentare in una classe normale, e non in una classe pollaio».
Ed ecco perché, come è stato ribadito ieri mattina all’esterno della scuola media «fino ad allora continueremo a non mandarli a scuola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
