Il centrodestra: indagare sul fallimento industriale
I consiglieri regionali chiedono una commissione d’inchiesta sulla crisi di Ottana Luigi Crisponi (Riformatori): dobbiamo capire perché dopo 50 anni è finito tutto
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il sogno che svanisce non può trasformarsi in un incubo per Ottana e la Sardegna centrale. «Nominiamo una commissione d’inchiesta. Indaghiamo sul perché di un disastro industriale che avanza inarrestabile». Con questa discesa in campo, i partiti del centrodestra – all’opposizione in Consiglio regionale – hanno annunciato la richiesta ufficiale della «necessità di far luce sul tracollo delle fabbriche, sulla chiusura delle ultime aziende superstiti, sui licenziamenti decisi da Ottana Polimeri e sulla fine fra meno di un anno della cassa integrazione per i lavoratori della centrale termoelettrica». La richiesta è stata firmata e presentata dai Riformatori, da Forza Italia, dall’Udc, dal Partito sardo d’Azione, tutti partiti all’opposizione, ma anche da due consiglieri del centrosinistra: Emilio Usula dei Rossomori e Antonio Gaia dell’Upc. «Il fallimento della Piana di Ottana – ha detto Luigi Crisponi dei Riformatori – è una tremenda e dolorosa caporetto economica e sociale. Il Consiglio regionale non può assistere in silenzio all’avanzata del deserto, dobbiamo capire perché dopo cinquant’anni tutto sta per essere spazzato via». Per Angelo Carta, capogruppo del Psd’Az, «dobbiamo muoverci in fretta e subito soprattutto per evitare che oltre a questo disastro si aggiunga il rischio che la Piana, ormai svuotata, finisca nell’elenco dei siti dove un domani potrebbe essere costruito il deposito nazionale delle scorie nucleari». È impensabile – ha aggiunto – che «un territorio ormai disperato, possa essere preso per fame e trasformato in un’assurda discarica dei peggiori rifiuti al mondo». No, secondo il centrodestra, lo ha detto Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, «bisogna restituire invece un futuro pulito alla Piana di Ottana, a cominciare dalle bonifiche, perché gli industriali che scappano non possono lasciare le macerie alle loro spalle e lo Stato dopo non può accanirsi». Per Pittalis anche la giunta regionale ha molte colpe: «Ha cancellato la voce industria dalle ultime Finanziarie e continua a fidarsi di un governo che crede amico, ma non lo è». Per il centrodestra, come ha sottolineato Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc, «non solo dobbiamo scoprire perché centinaia di milioni sono stati divorati da imprenditori in fuga ieri e oggi, ma anche quali sono stati gli intrecci che hanno permesso lo sperpero di troppi soldi pubblici». Indagare sì – è stata la conclusione di chi vuole commissione d’inchiesta – ma bisogna guardare oltre. Ed è stato questo l’appello lanciato da Attilio Dedoni dei Riformatori: «Svanita l’illusione dell’industria, la zona di Ottana deve ritornare al passato, non certo a un’agricoltura arcaica, ma moderna e vincente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google