Bolotana, il paese dice no alle scorie radioattive
di Federico Sedda
Combustibile esaurito e rifiuti radioattivi nei capannoni industriali dismessi Il Comune contro la possibilità prevista dal programma elaborato dall’Ispra
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BOLOTANA. Il comune di Bolotana ha espresso la propria ferma contrarietà alla possibilità, paventata dal programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi elaborato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), di depositare in Sardegna le scorie radioattive. Tra i siti individuati nell’isola ci sarebbe anche l’area industriale Ottana-Bolotana, dove i capannoni industriali dismessi e abbandonati, adeguatamente trasformati, si presterebbero bene a questo genere di deposito.
Un no secco a questa ipotesi è venuto dal consiglio comunale di Bolotana che, alla vigilia della scadenza, il 13 settembre scorso, della presentazione delle osservazioni alla Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministero dell’Ambiente, ha approvato all’unanimità un documento in cui esprime «totale contrarietà all’individuazione della Sardegna quale sito per l’ubicazione del deposito nazionale di scorie radioattive».
Il piano del ministero dava la possibilità ai comuni, alle Regioni, agli enti interessati e anche ai semplici cittadini, di presentare osservazioni e opposizioni circa la possibilità di individuare il deposito nazionale delle scorie nel proprio territorio. La consultazione si è chiusa il 13 settembre scorso. Dopo questa fase verrà pubblicata dall’Ispra la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ed elaborata dalla Sogin, la società di Stato che ha il compito di localizzare e gestire il deposito nazionale delle scorie. Tra i luoghi idonei ci sarebbe anche la Sardegna e, in particolare, il sito Ottana-Bolotana.
«Nella guida tecnica pubblicata nel giugno del 2014 – si legge nel documento approvato dal consiglio comunale di Bolotana, su proposta del sindaco, Annalisa Motzo – l’Ispra, pur non indicando una precisa località, arriva ad individuare un sito che appare facilmente riconducibile alla Sardegna per esclusione di tutto il resto. La nostra isola – sottolinea il documento – ha già dichiarato con un referendum la propria contrarietà alla realizzazione del deposito di scorie nucleari in Sardegna. Una scelta diversa avrebbe un gravoso e inaccettabile impatto sul paesaggio, inteso nel senso più ampio del valore paesaggistico, e metterebbe a rischio la vocazione turistica dell’isola, fonte primaria di crescita economica e sociale». Il documento si conclude ricordando che «la Sardegna sopporta già un insostenibile e oneroso carico di servitù statali, dalle basi militari alla petrolchimica, dall'essere la regione più gravata da aree inquinate da attività industriali alla nefasta distrazione dello Stato in tema di energia e trasporti». La Sardegna, insomma, per il comune di Bolotana, ha già dato.
Un no secco a questa ipotesi è venuto dal consiglio comunale di Bolotana che, alla vigilia della scadenza, il 13 settembre scorso, della presentazione delle osservazioni alla Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministero dell’Ambiente, ha approvato all’unanimità un documento in cui esprime «totale contrarietà all’individuazione della Sardegna quale sito per l’ubicazione del deposito nazionale di scorie radioattive».
Il piano del ministero dava la possibilità ai comuni, alle Regioni, agli enti interessati e anche ai semplici cittadini, di presentare osservazioni e opposizioni circa la possibilità di individuare il deposito nazionale delle scorie nel proprio territorio. La consultazione si è chiusa il 13 settembre scorso. Dopo questa fase verrà pubblicata dall’Ispra la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ed elaborata dalla Sogin, la società di Stato che ha il compito di localizzare e gestire il deposito nazionale delle scorie. Tra i luoghi idonei ci sarebbe anche la Sardegna e, in particolare, il sito Ottana-Bolotana.
«Nella guida tecnica pubblicata nel giugno del 2014 – si legge nel documento approvato dal consiglio comunale di Bolotana, su proposta del sindaco, Annalisa Motzo – l’Ispra, pur non indicando una precisa località, arriva ad individuare un sito che appare facilmente riconducibile alla Sardegna per esclusione di tutto il resto. La nostra isola – sottolinea il documento – ha già dichiarato con un referendum la propria contrarietà alla realizzazione del deposito di scorie nucleari in Sardegna. Una scelta diversa avrebbe un gravoso e inaccettabile impatto sul paesaggio, inteso nel senso più ampio del valore paesaggistico, e metterebbe a rischio la vocazione turistica dell’isola, fonte primaria di crescita economica e sociale». Il documento si conclude ricordando che «la Sardegna sopporta già un insostenibile e oneroso carico di servitù statali, dalle basi militari alla petrolchimica, dall'essere la regione più gravata da aree inquinate da attività industriali alla nefasta distrazione dello Stato in tema di energia e trasporti». La Sardegna, insomma, per il comune di Bolotana, ha già dato.
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