La Nuova Sardegna

Nuoro

Conti in rosso, Soddu chiama la Regione

di Gianna Zazzara
Conti in rosso, Soddu chiama la Regione

Ok al consuntivo 2016. «Scongiurata la procedura fallimentare. Ma senza soldi non possiamo neanche riparare le strade»

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NUORO. Alla città servono soldi. E in fretta. Per sistemare le strade, per mettere in sicurezza le scuole, per garantire i servizi ai cittadini. Ieri il Consiglio comunale ha approvato (con 13 voti favorevoli e 4 contrari) il bilancio consuntivo 2016. «Un documento che testimonia il coraggio di fare politica da parte di questa amministrazione – ha commentato il sindaco Andrea Soddu al termine della seduta – Abbiamo lavorato sul centesimo, anche per far fronte alla riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione. Ma ce l’abbiamo fatta. Siamo riusciti a garantire i servizi e a predisporre progetti che saranno strategici per il futuro della nostra città, come la candidatura a Capitale italiana della cultura per il 2020. Posso dire, attraverso i numeri di questo rendiconto, il primo interamente di questa amministrazione, che la nostra parte l’abbiamo fatta». Ma non basta aver fatto la propria parte. Anche Nuoro, infatti, come molti altri comuni, non vede la luce in fondo al tunnel e da anni vive sull’orlo del baratro economico. La crisi, infatti, non è scoppiata ieri. Quando l’amministrazione Soddu si è insediata, nel giugno del 2015, il Comune aveva 50 milioni di euro di mutui residui da restituire, oltre 20 milioni di debiti già scaduti, circa 10 milioni di euro di scoperto sul conto corrente bancario. Per non parlare delle sentenze di condanna per espropri illegittimi: anche qui un conto milionario.

L’appello alla Regione. «Noi abbiamo fatto la nostra parte, i conti sono migliorati, ora vorremmo che chi sta nelle altre sedi dove ci sono le risorse faccia altrettanto per il bene della nostra città». Il sindaco fa appello alla Regione, ancora una volta, per rimettere in moto la città. Una richiesta, quella di Andrea Soddu, che dà il senso sia di un’emergenza senza precedenti sia di un’amministrazione in tensione che vede accorciarsi sempre di più il proprio margine d’azione: sempre meno risorse a disposizione e sempre più difficoltà a incidere sul destino della città. «Vogliamo che la Regione e il governo diano le risposte che si devono a un capoluogo di provincia come Nuoro. Non possiamo continuare a ricevere le telefonate dei genitori che non sono sereni perché nelle scuole dei loro figli fare lezione è difficile e noi non abbiamo 800 euro per riparare un tubo. Non possiamo spendere solo 25mila euro per le celebrazioni di Sebastiano Satta, il più importante poeta della Sardegna. Non possiamo non avere le risorse per la ciclopedonale al monte Ortobene. È assurdo che non ci siano i soldi per mettere le strade in sicurezza per i pedoni, per il verde pubblico, per le gallerie e la circonvallazione». «Noi abbiamo fatto la nostra parte – ha ribadito il sindaco – abbiamo ridotto la spesa e aumentato la riscossione. Ora serve l’aiuto della Regione, altrimenti sarà difficile continuare a garantire i servizi ai cittadini. È il momento di capire se Nuoro dal punto di vista politico conta o meno nelle sedi istituzionali dove peraltro siamo ben rappresentati (sono 7 i consiglieri regionali del Nuorese, ndr). Dove sono i nostri rappresentanti? Vogliamo maggiore impegno da parte di chi può fare qualcosa per il nostro territorio. Siamo pronti a portare tutta la città a Cagliari, senza distinzioni partitiche, per chiedere che alla nostra città, punto di riferimento delle zone interne, venga garantito quanto le spetta. Da oggi dobbiamo condurre tutti insieme una battaglia, la più dura possibile, senza guardare in faccia nessuno, forti del fatto che il nostro lo stiamo facendo».

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