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Nuoro

Nel cantiere Intermare posti di lavoro a rischio

di Lamberto Cugudda
Nel cantiere Intermare posti di lavoro a rischio

Arbatax, ieri la riunione tra le rappresentanze sindacali e i vertici dell’azienda La società: «Il mercato è in difficoltà. Stiamo cercando nuove commesse»

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ARBATAX. Intermare fabrication yard (cantiere operativo Saipem con 134 maestranze dirette): la riunione tenutasi ieri fra le Rsu, i vertici locali del cantiere operativo e i rappresentanti Saipem, non ha portato novità positive. Nulla è cambiato sotto il profilo commesse. E continua a persistere, fra operai e impiegati, forte preoccupazione sul futuro del sito operativo. Anche se, a domanda precisa delle Rsu, i vertici Saipem hanno sostenuto di non pensare alla cig per Arbatax. Per l’Intermare fabrication yard erano presenti il direttore Gianfranco Gonzales e Lorenzo Sonaglioni, capo del personale, mentre per Saipem, Sergio Puccinelli (human resources manager), Alessandro Bruscia (capo personale divisione off-shore). In videoconferenza ha preso parte alla riunione con le Rsu anche Mario Rossi Ganzer (responsabile della divisione fabrication dell’off-shore, a livello mondiale, delle yard Saipem). «Le Rsu – si legge nel verbale d’incontro siglato fra le parti – hanno manifestato preoccupazione per l’assenza di prospettive lavorative, chiedendo un particolare sforzo nell’identificazione di scopi di lavoro presenti nel portafoglio ordini già acquisito da Saipem. La Società ha ribadito il perdurare di un contesto di mercato ancora critico e il notevole impegno nella ricerca di nuove commesse allo scopo di aumentare il portafoglio ordini di Arbatax. Anche, ove possibile, ampliando le aree di business». Con riferimento al progetto Vandumbu (Angola), Saipem ha comunicato al decisione del cliente «di indire una gara per l’assegnazione delle attività ulteriori rispetto a quelle già realizzate all’interno della yard di Arbatax». Saipem parteciperà a tale gara, il cui esito si saprà nei primi mesi del 2018. «Intanto, esaurita l’attività di manutenzione del sito – si legge ancora – da metà ottobre e fino ai primi mesi del 2018, il personale dipendente sarà utilizzato per la realizzazione di alcune lavorazioni relative al progetto Egina. Pertanto, stante l’attuale situazione dei carichi di lavoro, fino ai primi mesi del 2018 non si ravvede la necessità di ricorrere a strumenti a tutela dell’occupazione». Le Rsu hanno chiesto alla Saipem «di privilegiare il ricorso a lavoratori a tempo determinato rispetto a quelli a somministrazione per fare fronte a esigenze temporanee di media durata».

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