La minoranza a Succu: «Il Marghine è in agonia»
di Piero Marongiu
Macomer, mozione rivolta al sindaco sulla drammatica situazione occupazionale Richiesto un consiglio comunale aperto a tutti: dai politici ai sindacati ai cittadini
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MACOMER. La situazione occupazionale nel territorio è drammatica e così i consiglieri di minoranza Giuseppe Ledda, Riccardo Uda, Giuseppe Pirisi, Federico Castori e Rita Atzori hanno presentato una mozione al sindaco Antonio Succu per chiedere che la situazione in cui versa il territorio venga inserita nella prossima riunione del consiglio comunale. I firmatari hanno redatto un documento circostanziato nel quale analizzano la situazione di perdurante crisi, le cause e gli effetti sui cittadini, i quali hanno dovuto fronteggiare una drastica riduzione dei redditi derivanti dal lavoro dipendente. E sottolineano le pesanti ricadute che stanno condizionando negativamente l’economia locale, compresi i settori agricoli e zootecnici che hanno dovuto fare i conti anche con il dimezzamento del prezzo del latte e con le condizioni meteorologiche avverse.
Un quadro, quello dipinto dagli esponenti della minoranza, che richiede interventi urgenti che vadano a sensibilizzare la Regione e il Governo affinché promuovano misure idonee ad alleviare l’attuale, per molti versi insostenibile, situazione economica e sociale in cui si è venuto a trovare il territorio. «Negli ultimi anni - scrivono i firmatari del documento - le attività industriali presenti nel territorio hanno subito un pesante ridimensionamento, con la chiusura delle principali aziende, come la Tirsotex, il Calzificio Queen, il Consorzio Latte, che hanno determinato la perdita di centinaia di posti di lavoro, con conseguenze drammatiche sulla situazione economica e sociale della nostra città e degli altri Comuni del Marghine e della Planargia. Nel settore industriale e tessile, si sono rivelati inadeguati, se non addirittura fallimentari gli strumenti di rilancio produttivo predisposti con notevole dispendio di risorse della Regione (il riferimento è all’accordo di programma annunciato anni fa, che prevedeva anche la creazione di un polo della meccanica di previsione, che dopo i proclami non è mai partito».
Anche gli aggiornamenti della programmazione territoriale concordati recentemente, imperniati sulle risorse ambientali e culturali, secondo la minoranza, per quanto auspicabili, non sarebbero in grado di invertire un ciclo economico in costante decremento, che costringe, prima di tutto i giovani, ad abbandonare il territorio per cercare fuori dalla Sardegna prospettive di lavoro. Una situazione estremamente critica, che secondo i consiglieri di minoranza, richiede provvedimenti straordinari. Per indicare soluzioni da proporre alla Regione e al Governo, Pirisi, Ledda, Castori, Atzori e Uda, chiedono che il Consiglio comunale promuova una seduta aperta anche agli altri consiglieri comunali del territorio, ai sindacati, alle categorie produttive, ai consiglieri regionali, ai parlamentari e ai cittadini.
Un quadro, quello dipinto dagli esponenti della minoranza, che richiede interventi urgenti che vadano a sensibilizzare la Regione e il Governo affinché promuovano misure idonee ad alleviare l’attuale, per molti versi insostenibile, situazione economica e sociale in cui si è venuto a trovare il territorio. «Negli ultimi anni - scrivono i firmatari del documento - le attività industriali presenti nel territorio hanno subito un pesante ridimensionamento, con la chiusura delle principali aziende, come la Tirsotex, il Calzificio Queen, il Consorzio Latte, che hanno determinato la perdita di centinaia di posti di lavoro, con conseguenze drammatiche sulla situazione economica e sociale della nostra città e degli altri Comuni del Marghine e della Planargia. Nel settore industriale e tessile, si sono rivelati inadeguati, se non addirittura fallimentari gli strumenti di rilancio produttivo predisposti con notevole dispendio di risorse della Regione (il riferimento è all’accordo di programma annunciato anni fa, che prevedeva anche la creazione di un polo della meccanica di previsione, che dopo i proclami non è mai partito».
Anche gli aggiornamenti della programmazione territoriale concordati recentemente, imperniati sulle risorse ambientali e culturali, secondo la minoranza, per quanto auspicabili, non sarebbero in grado di invertire un ciclo economico in costante decremento, che costringe, prima di tutto i giovani, ad abbandonare il territorio per cercare fuori dalla Sardegna prospettive di lavoro. Una situazione estremamente critica, che secondo i consiglieri di minoranza, richiede provvedimenti straordinari. Per indicare soluzioni da proporre alla Regione e al Governo, Pirisi, Ledda, Castori, Atzori e Uda, chiedono che il Consiglio comunale promuova una seduta aperta anche agli altri consiglieri comunali del territorio, ai sindacati, alle categorie produttive, ai consiglieri regionali, ai parlamentari e ai cittadini.
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