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Nuoro

Project, la sanità nuorese naviga a vista

Project, la sanità nuorese naviga a vista

Costi elevati dei servizi forniti e assenza del rischio d’impresa all’origine dell’annullamento del contratto di finanza

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NUORO. C’era una volta il project financing: le favole cominciano sempre così. Ma questa non avrà il lieto fine come invece sempre succede nelle favole. Il project financing, lo strumento che nei sogni di chi l’aveva ideato e avviato avrebbe dovuto far fare il salto di qualità alla sanità nuorese, è naufragato miseramente dopo meno di 10 anni. Sepolto da una valanga di polemiche. Con l’epitaffio sulla pietra tombale scritto dal Tar Sardegna.

L’avveniristico e pioneristico, visti i tempi in cui era stato concepito, progetto di finanza dell’Azienda sanitaria nuorese era partito nel migliore dei modi, ma gli aggiustamenti in corsa ne hanno stravolto il principio e l’hanno lentamente trasformato in un normale appalto a 9 zeri nel quale era ormai venuto a mancare il requisito principale: il rischio d’impresa. Un elemento fondamentale che gli esperti dell’Anac, l’Agenzia nazionale anticorruzione diretta dal Raffaele Cantone, avevano ravvisato immediatamente non appena l’allora Asl 3 (oggi Assl 3) aveva inviato la documentazione a Roma. Poi, spulciando le carte erano emersi ulteriori elementi che avevano portato l’Anac a consigliare all’Asl l’annullamento dell’atto aggiuntivo e poi anche del contratto originario.

Dopo i rilievi dell'Utfp (Unità tecnica nazionale della finanza di progetto) a cui l’allora commissario dell’Asl, Mario Palermo e il suo staff guidato dalla direttrice amministrativa Carmen Atzori, si era rivolto per un parere tecnico e aveva risposto che l’atto aggiuntivo del project nuorese non era assolutamente accettabile, a stretto giro di posta erano arrivate anche le perplessità dell’Anac su tutto l’impianto del project financing. Con la sottolineatura di alcune criticità originarie e prima fra tutte: il rischio di impresa. Secondo l’Anac, il progetto di finanza nuorese aveva perso le caratteristiche che avevano contraddistinto il suo cammino iniziale ed era stato lentamente trasformato in un mero appalto.

Pareri fatti propri dai giudici della prima sezione del Tribunale aministrativo della Sardegna che hanno respinto i ricorsi presentati dal Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale), la società capofila del progetto di finanzia dell’Asl nuorese, e dalle società “AeP Multiservizi ” e “P.H. Facility” che ancora gestiscono i servizi non sanitari dal portierato, al Cup, all’ufficio ticket e altro ancora. Ricorsi che erano stati rigettati ma sui quali questa volta ilTar ha messo sopra una pietra pesantissima: una sentenza di 158 pagine nella quale sono spiegate nei dettagli le motivazioni del rigetto.

E ora quale sarà il futuro della sanità nuorese sulla quale si stanno addensando nuvoloni neri? La situazione è molto tesa.Qualche mese fa, l’attuale direttore generale Andrea Marras aveva liquidato le fatture delle due società, che stanno ancora operando nei vari presidi ospedalieri, applicando i prezzi di mercato e non quelli pattuiti all’interno del project. Con un risparmio consistente. Quel risparmio che era stato sottolineato dalla dirigenza commissariale dell’Asl 3 quando era stata avviata la procedura di annullamento. Un lavoro dettagliato che aveva consentito il raggiungimento di un risultato al limite dell'incredibile: 361 milioni 412mila 107 euro, 8 milioni 174mila 574 euro. E per i servizi di ausiliariato, il risparmio ipotizzato a parità dei volumi attuali e con la reinternalizazione sarebbe di 250mila euro all’anno e oltre due milioni per il Cup. Enorme anche il risparmio l’ingegneria clinica: 4 milioni e mezzo di euro a fronte degli attuali 6 milioni e 700mila euro. (plp)

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