I sacerdoti oranesi «Era alla disperata ricerca di aiuto»
«Ho conosciuto Luca Carboni in diverse occasioni, più di una volta mi ha contattato quando era in carcere perché viveva con grande sofferenza interiore la detenzione e chiedeva aiuto, una volta mi ha...
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«Ho conosciuto Luca Carboni in diverse occasioni, più di una volta mi ha contattato quando era in carcere perché viveva con grande sofferenza interiore la detenzione e chiedeva aiuto, una volta mi ha chiesto aiuto anche per un detenuto in Spagna. Era una persona che ha avuto certamente una vita tormentata e che cercava di venirne fuori. Stava cercando aiuto». Il giorno dopo il funerale di Luca Carboni, don Piero Borrotzu, oranese di nascita e concelebrante delle esequie insieme al parroco di Sant'Andrea, don Riccardo Fenudi, traccia un breve ricordo del suo compaesano ucciso martedì notte al termine di una serata in pizzeria. Durante la predica, il parroco don Riccardo Fenudi ha ricordato più volte l’importanza del perdono e la necessità di non rispondere con l’odio e la violenza. «La violenza si ritorce contro chi la esercita – ha detto don Fenudi – e non serve a chi non c'è più». E don Borrotzu, che aveva letto il vangelo dall'altare di Sant"Andrea, condivide la predica del parroco. «In queste vicende – spiega don Borrotzu – bisogna sempre fare appello al perdono. Sono momenti difficili per tutta la comunità e in particolare per la famiglia alla quale mi stringo in un abbraccio affettuoso. Ho visitato la mamma di Luca, Rosa Mereu, che come tutte le mamme che perdono un figlio sta affrontando un dolore profondo e non smette di piangere. Spero che possa trovare conforto nella fede. Ma porto la mia vicinanza a tutti i familiari di Luca perché trovino la forza per andare avanti». (v.g.)
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