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Nuoro

Il Piano urbanistico si arena a Cagliari

di Sergio Secci
Il Piano urbanistico si arena a Cagliari

Budoni, richieste di modifiche e integrazioni dalla Regione per proseguire l’iter dell’approvazione

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BUDONI. Quindici pagine fitte di argomentazioni e richieste di modifiche e integrazioni per proseguire l’iter dell’approvazione del piano urbanistico di Budoni. Il documento di programmazione territoriale approvato dal consiglio comunale nello scorso mese di aprile con i soli voti dei consiglieri di maggioranza che fanno capo al sindaco Giuseppe Porcheddu, dovrà quindi essere rivisitato e quindi ottenere un nuovo passaggio in consiglio per l’approvazione di tutti gli elaborati. Una mole davvero ingente di documentazione, nuovi elaborati, quella richiesta dalla direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia della Regione. Non si tratta di una bocciatura come aveva ipotizzato qualcuno ma certo il piano dovrà essere rivisto quasi integralmente per ottenere l’ok dei tecnici regionali. Sotto esame ci son infatti gli inserimenti di nuove zone B rispetto all’impianto originale dello strumento urbanistico vigente. Gli interventi, sono localizzati nell’abitato di Budoni e nelle frazioni di Berruiles, Limpiddu, Luttuni, Malamurì, San Gavino, Solità, Strugas e Tanaunella. La Regione, specifica che tali insediamenti, sono consentiti solamente per sanare errori precedenti. Da rivedere anche le carte che includono zone percorse dagli incendi a Maiorca, Nuditta e Strugas, in queste aree, si dovranno attuare le normative della legge 353 che vieta il cambio di destinazione d’uso per 15 anni in aree boschive e pascoli percorse dal fuoco.

Nelle zone F, si chiede di tener conto dei 300 metri dal mare e delle zone boscate richiamando aree di rispetto e in particolare, l’inedificazione nei pressi dello stagno di li Cucutti. Modifiche richieste anche nelle aree G dedicate al golf e grandi eventi mentre sono state trovate incongruenze anche nella zona A centro storico. Nelle frazioni di Tanaunella, Solità Agrustos, Lu Linnalvu e San Pietro, ci sarebbero incongruenze sul perimetro del centro matrice. Modifiche da apportare anche al comparto Città nuova, si chiede infatti la definizione delle aree di salvaguardia ambientale non suscettibili di trasformazione edilizia ed in particolare entro i 150 metri dal fiume, mentre risulta agli atti che oltre ad essere in stata parte percorsa dal fuoco nel 2013, gran parte della zona, ricade in area di pericolosità idraulica molto elevata (Hi4) e le scelte trasformative, sono subordinate ad un analisi complessiva del problema idraulico. Tanto da lavorare quindi per i tecnici incaricati della redazione del piano ma con la regione, che si dice disponibile in base a protocollo d’intesa sottoscritto tra le parti nel 2014, ad un incontro di verifica preliminare per il recepimento delle osservazioni in affiancamento alla direzione dell’urbanistica e con l’Adis in relazione alle tematiche del Pai.

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