Lingua blu, risorse da dividere tra tutti gli allevatori
di Giusy Ferreli
Gli indennizzi regionali potrebbero non essere sufficienti Sabatini: «Ma il Consiglio ha dato un segnale importante»
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TERTENIA. L’approvazione in aula dell’emendamento che stanzia due milioni e mezzo di euro per i pastori è un passo in avanti ma le risorse stanziate potrebbero non bastare a risarcire i danni causati dall’epidemia di Blue tongue. Gli indennizzi, reperiti tra le pieghe del bilancio regionale, dovranno essere suddivisi tra tutti gli allevamenti della Sardegna colpiti dal virus.
Allevamenti che, secondo gli ultimi dati regionali in via di continuo aggiornamento sono arrivati a superare quota 400. I focolai di Blue tongue sul territorio isolano sono esattamente 405: 85 in provincia di Cagliari, 197 in Ogliastra, 68 a Nuoro, 46 in Gallura e 9 nel sassarese. La variazione al bilancio rappresenta unna boccata d’ossigeno per il settore.
Ne è convinto il consigliere regionale e unico rappresentante dell’Ogliastra nel palazzo regionale di via Roma Franco Sabatini che ha presentato il provvedimento. «Il Consiglio regionale approvando l’emendamento della Commissione bilancio ha dato un segnale importante ad una situazione drammatica che purtroppo ha colpito pesantemente l’Ogliastra» commenta Sabatini.
I tempi dovrebbero essere rapidi. Già martedì è in programma un incontro tecnico all’assessorato regionale all’Agricoltura per definire i particolari della fase di attuazione. «Se il primo obbiettivo è stato raggiunto, ora ne rimane uno più importante: far arrivare l’aiuto economico ai pastori» prosegue il consigliere regionale del Partito democratico che fa sapere di aver ricevuto precise rassicurazioni dall’assessore, Pier Luigi Caria.
Intanto l’epidemia continua a falcidiare le greggi. In Ogliastra, così come sta iniziando ad accadere negli altri territori colpiti dalla malattia, le operazioni di smaltimento delle carcasse continuano senza sosta tra scene di disperazione e gesti di rabbia.
Le pecore morte e sotterrate nel territorio ogliastrino dal 14 agosto (data del primo caso accertato) ad oggi sono ormai 479, senza considerare i capi infetti. E per prevenire il contagio del morbo, che con il sierotipo 4 ha raggiunto picchi di virulenza non riscontrati negli altri, l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru ha dovuto modificare il decreto che a suo tempo circoscriveva ad un raggio di 20 chilometri dal focolaio la campagna di vaccinazione. Con le modifiche, concertate nel corso di tre riunioni dell’Unità di crisi, si estende la profilassi a tutte le zone a rischio, ponendo come termine ultimo per completare le vaccinazioni il prossimo 30 novembre.
Nel provvedimento che modifica il precedente documento dello scorso marzo non si fa invece alcun riferimento ai bovini, portatori sani del virus, per i quali si attende ancora la deroga del Ministero.
«Nonostante occorrano appena 30mila euro per le dosi di vaccino da destinare ai bovini – tuona Battista Cuabu, presidente regionale di Coldiretti – la burocrazia continua a bloccare gli allevatori che senza le vaccinazioni non possono movimentare i capi. Un blocco incomprensibile che arreca danni economici anche a questo settore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Allevamenti che, secondo gli ultimi dati regionali in via di continuo aggiornamento sono arrivati a superare quota 400. I focolai di Blue tongue sul territorio isolano sono esattamente 405: 85 in provincia di Cagliari, 197 in Ogliastra, 68 a Nuoro, 46 in Gallura e 9 nel sassarese. La variazione al bilancio rappresenta unna boccata d’ossigeno per il settore.
Ne è convinto il consigliere regionale e unico rappresentante dell’Ogliastra nel palazzo regionale di via Roma Franco Sabatini che ha presentato il provvedimento. «Il Consiglio regionale approvando l’emendamento della Commissione bilancio ha dato un segnale importante ad una situazione drammatica che purtroppo ha colpito pesantemente l’Ogliastra» commenta Sabatini.
I tempi dovrebbero essere rapidi. Già martedì è in programma un incontro tecnico all’assessorato regionale all’Agricoltura per definire i particolari della fase di attuazione. «Se il primo obbiettivo è stato raggiunto, ora ne rimane uno più importante: far arrivare l’aiuto economico ai pastori» prosegue il consigliere regionale del Partito democratico che fa sapere di aver ricevuto precise rassicurazioni dall’assessore, Pier Luigi Caria.
Intanto l’epidemia continua a falcidiare le greggi. In Ogliastra, così come sta iniziando ad accadere negli altri territori colpiti dalla malattia, le operazioni di smaltimento delle carcasse continuano senza sosta tra scene di disperazione e gesti di rabbia.
Le pecore morte e sotterrate nel territorio ogliastrino dal 14 agosto (data del primo caso accertato) ad oggi sono ormai 479, senza considerare i capi infetti. E per prevenire il contagio del morbo, che con il sierotipo 4 ha raggiunto picchi di virulenza non riscontrati negli altri, l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru ha dovuto modificare il decreto che a suo tempo circoscriveva ad un raggio di 20 chilometri dal focolaio la campagna di vaccinazione. Con le modifiche, concertate nel corso di tre riunioni dell’Unità di crisi, si estende la profilassi a tutte le zone a rischio, ponendo come termine ultimo per completare le vaccinazioni il prossimo 30 novembre.
Nel provvedimento che modifica il precedente documento dello scorso marzo non si fa invece alcun riferimento ai bovini, portatori sani del virus, per i quali si attende ancora la deroga del Ministero.
«Nonostante occorrano appena 30mila euro per le dosi di vaccino da destinare ai bovini – tuona Battista Cuabu, presidente regionale di Coldiretti – la burocrazia continua a bloccare gli allevatori che senza le vaccinazioni non possono movimentare i capi. Un blocco incomprensibile che arreca danni economici anche a questo settore».
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