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Nuoro

Posada, il rito di “sa paradura” per aiutare il pastorello 17enne

di Sergio Secci
Posada, il rito di “sa paradura” per aiutare il pastorello 17enne

Tutta l’isola è in moto dopo il furto di bestiame subito da Elia Taberlet nelle campagne di Frumene Il giovane: «Sono commosso da tanta solidarietà, ringrazio tutti quelli mi hanno incoraggiato»

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POSADA. Una vera e propria gara di solidarietà per aiutare il giovane allevatore di Posada a cui abigeatari senza cuore, hanno rubato il piccolo gregge custodito nelle campagne del paese.

Si sono mobilitati da tutta la Sardegna per dare una mano d’aiuto al 17enne Elia Taberlet e permettergli di fare ciò che ha sempre sognato, il pastore, un mestiere di solito ripudiato dai giovani per l’assenza di orari e le note difficoltà del mondo agropastorale ma che invece, sin dalla tenera età, è stato il desiderio di Elia.

Il ragazzo abbandonati gli studi, aveva messo su una piccola fattoria che curava con pasione e assiduità. Galline, tacchini, conigli un montone e quattro pecore a cui ricavare uova, carne e latte. La settimana scorsa, però appena arrivato a Frumene, si è accorto che qualcosa non andava, Le pecore e il montone (poi ritrovato) non c’erano più, qualcuno se le era portate via e probabilmente sono finite già in pentola.

Triste e sconsolato Elias ha fatto rientro a casa e se non fosse stato per uno zio del ragazzo che ha deciso di rendere noto il vile episodio, la notizia sarebbe passata inosservata. Non appena però la notizia del furto è stata ripresa dagli organi di stampa (se ne è parlato anche in una trasmissione della Rai), in Sardegna c’è stata una vera mobilitazione e decine di allevatori, si sono impegnati a donare un capo di bestiame secondo l’antico rito sardo de “sa paradura”.

Tra i tanti a mobilitarsi anche Gigi Sanna degli Istentales, il cantante allevatore che ha contattato il sindaco del paese Roberto Tola dicendosi pronto a recapitare ad Elia un nuovo gregge di pecore e, se necessario, ad organizzare nel mese di ottobre anche un concerto del gruppo a Posada per raccogliere fondi per l’iniziativa. Una manifestazione d’affetto e vicinanza che ha commosso Elia che ha ricevuto tantissime chiamate e si sta già organizzando per sistemare le pecore in arrivo.

Il piccolo appezzamento di terreno che aveva, non è abbastanza sufficiente e di fatto, è costretto a spostarsi da un'altra parte ma questo non fiacca la sua voglia di fare. Dall’altro ieri, è già all’opera per allestire rastrelliere e ricovero per il bestiame anche se i problemi maggiori, sono legati alla burocrazia.

«Non essendo maggiorenne – dice – Non posso aprire la partita Iva e quindi avere un codice aziendale ma per questo, mi stanno dando una mano i familiari. Ringrazio tutti quelli mi hanno chiamato e incoraggiato – dice il ragazzo, finalmente sereno e con un sorriso che vale più di mille parole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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