La Nuova Sardegna

Nuoro

Sfrattati dal campo sportivo parte l’esposto in Procura

di Claudia Carta

L’odissea dell’Atletico Lotzorai: i giocatori costretti ad allenarsi sui marciapiedi Sotto accusa la concessione a un altro team, in via esclusiva, del rettangolo di gioco

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LOTZORAI. Peggio della terra promessa. Naviga a vista l’Atletico Lotzorai – compagine ogliastrina che milita nel girone D di seconda categoria – con la speranza sempre più ridotta all'osso di vedersi concedere l’utilizzo degli impianti sportivi di via Olimpia, recentemente ristrutturati.

A poche settimane dall'avvio del campionato, invece, l’undici bianco blu di Gianluca Vincis si allena fra strade e marciapiedi nei pressi di Is Orrosas, spiaggia principale del centro ogliastrino. Campo da gioco in erba sintetica. Un gioiello. Tanti soldi pubblici: 400mila euro. «Evviva il diritto alla sana pratica sportiva», ironizza qualcuno. Sì, ma non per tutti. Il nuovo rettangolo di gioco lotzoraese, e spazi annessi, è di esclusivo utilizzo dell’U.S. Lotzorai, primo gruppo sportivo del paese costituito nel lontano 1968, grazie ad apposita convenzione decennale stipulata fra comune e società il 25 maggio scorso 2016.

Quando, il primo giugno 2016, nasce la seconda società, l’Atletico Lotzorai Asd, appunto, regolarmente iscritto alla Figc e al registro regionale delle società sportive, inizia anche l’odissea alla ricerca di una casa in cui giocare e allenarsi. Oggi, quella casa è “Sa e Fenu” di Triei, dove verranno disputate le gare casalinghe. Il riassunto delle puntate precedenti parla di richieste per l’utilizzo del campo avanzate dall’Atletico al primo cittadino, Antonello Rubiu, che passa gentilmente la palla alla società beneficiaria di concessione, la quale a sua volta risponde che non può – come da regolamento – “per nessun motivo e in nessuna forma, neanche a titolo gratuito, concedere a terzi gli spazi di gioco”.

La storia infinita approda, nell’ordine, sul tavolo del prefetto di Nuoro, a febbraio, fra i banchi del consiglio comunale, ad aprile, senza esiti fortunati, si arena nelle sabbie mobili degli usi civici, a fine giugno. E quando nella torrida estate infuocata dai malumori, più che dai 40° gradi all'ombra, il sindaco convoca le due dirigenze, le distanze non solo restano incolmabili, ma si aprono le porte delle vie legali. Con l’Atletico pronto, ancora una volta, a dare battaglia per rivendicare «ciò che chiediamo ormai da oltre un anno a chi ha il dovere istituzionale di concederlo».

Un accordo che “non s’ha da fare”; comunità sempre più divisa, animi esasperati e questione già da un pezzo squisitamente politica.

«Non si tratta di avere preferenze per una società o un'altra – spiega Vivaldo Virdis, segretario dell’US Lotzorai – ma semplicemente di onorare gli impegni presi in precedenza con altre società, vedi l’Accademia Ogliastra il cui accordo è stato sottoscritto nel 2015/2016, che prevede tutta una serie di attività, campionati e iniziative a tempo pieno legati al settore giovanile. Qualora tali impegni venissero a mancare se ne può riparlare, anche perché è la stessa gestione a imporci l’obbligo di implementare le attività sportive». Per far valere le sue ragioni, il legale dell’Atletico Lotzorai ha mandato una lettera di diffida al sindaco e ha presentato un esposto in Procura sui fatti legati alla vicenda del campo sportivo. E se non dovesse ottenere le risposte attese, la squadra è pronta anche a percorrere i passaggi legali successivi.

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