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Nuoro

Una raccolta di firme per salvare la biblioteca

Una raccolta di firme per salvare la biblioteca

L’associazione “Confrontiamoci” mobilita intellettuali e cittadini «Basta con le polemiche sterili, la Satta deve ritrovare il suo ruolo storico»

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NUORO. «Salviamo la biblioteca Satta, presidio indispensabile per l’informazione e il confronto delle idee nella città e nel territorio; salviamo la biblioteca Satta spazio democratico per la crescita civile e culturale, luogo di formazione consapevole e documentata della cittadinanza; salviamo la biblioteca Satta nel suo ruolo originario e rilanciamone la funzione quale centro propulsore di informazione, documentazione, divulgazione aperto a tutti». Sono questi i passaggi chiave di un lungo appello agli intellettuali ed alla cittadinanza per tentare di porre fine all’eterna querelle politica che ha portato nella fossa un gioiello socioculturale come la biblioteca Satta, o meglio: come il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta.

A farsi avanti e a chiedere impegno diretto è l’associazione culturale “Confrontiamoci”. «Dobbiamo riappropriarci del nostro patrimonio» dice Franca Carroni, già amministratrice comunale. «Nuoro capitale della cultura 2020» sottolineano gli attivisti del sodalizio: «Intanto le principali istituzioni culturali della città e del territorio vivono momenti di grande criticità».

«Mentre il ceto politico nostrano litiga sui finanziamenti – si legge nella lettera appello –, sul quadro giuridico, sul nuovo statuto, ancora da scrivere e, nel recente passato, sulle nomine dei direttori generali (vedi Isre), il Consorzio per la pubblica lettura nuorese langue». «I servisi ridotti e depotenziati, la progettualità mortificata, il personale demotivato e scontento. La cooperativa bibliotecaria che per decenni ha contribuito al funzionamento dell’Ente è stata liquidata. La biblioteca Satta dal dopoguerra ad oggi ha costituito un modello nel panorama regionale, e non solo, per la modernità e l’efficienza dei servizi erogati; luogo di proposta, di ascolto, di dibattito di tutte le componenti della società civile e politica, nelle più varie articolazioni sociali».

La mobilitazione, insomma, si allarga ed esce dalle strette maglie della politica di palazzo. «Chiamiamo a raccolta gli intellettuali – è l’invito di “Confrontiamoci” –; riannodiamo il filo dei rapporti tra le cittadine e i cittadini e le loro istituzioni; promuoviamo la più ampia partecipazione per una rapida soluzione del problema».

Da qui la raccolta di firme da presentare ai diversi enti coinvolti nel “pasticciaccio brutto della Satta”.

«Si metta fine alla polemica sterile fra gli enti locali che mentre fingono interesse per la sorte del Consorzio per la pubblica lettura, tagliano i finanziamenti dovuti. Facciamo appello a tutti gli intellettuali e a tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore le sorti della cultura affinché chiara e forte arrivi alla Regione, al Comune, alla Provincia, la volontà di mettere al sicuro la biblioteca Satta confermandone l’importanza e rilanciandone con determinazione il ruolo». «Chiediamo – chiude l’appello – che da subito si garantiscano gli opportuni finanziamenti e si trovino le forme giuridiche più adeguate alla funzione ed al ruolo originario e storico della biblioteca anche in una prospettiva di innovazione tecnologica e di sviluppo culturale».

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