i sindaci
«A rischio l’ecosistema fluviale»
LODÈ. «No alla nuova diga – dice Graziano Spanu sindaco di Lodè – ma potenziamento e innalzamento del Maccheronis imponendo la ripresa dei lavori in tempi celeri». Più cauto il sindaco di Torpè Omar...
2 MINUTI DI LETTURA
LODÈ. «No alla nuova diga – dice Graziano Spanu sindaco di Lodè – ma potenziamento e innalzamento del Maccheronis imponendo la ripresa dei lavori in tempi celeri».
Più cauto il sindaco di Torpè Omar Cabras «Io non sono contrario a priori all’idea di una nuova diga, perchè sono consapevole dei limiti che ha e avrà in futuro l’invaso esistente soprattutto, quelli legati all’impossibilità di contenere un eventuale piena come quella del 2013. Credo però che nell’immediato il nuovo invaso non sia la priorità assoluta; occorre invece fare fronte comune con tutti i centri interessati affinchè si completi l’attuale diga che se fosse stata ultimata avrebbe certamente evitato la grave crisi idrica che stiamo vivendo. Credo sia una questione di buon senso e di buona gestione delle risorse pubbliche – conclude – Oggi si completi un’opera e poi si parli della prossima sempre che, la stessa si possa fare visti i vincoli che gravano sull’area».
Duro il commento del sindaco di Posada Roberto Tola: «Coerentemente con quanto da sempre affermato siamo contrari alla realizzazione di un secondo invaso sul fiume, ora più che mai. È sconcertante che si rispolveri un progetto datato che già a suo tempo è stato bocciato senza appello circa la compatibilità ambientale. Il nostro territorio con l’istituzione del Parco di Tepilora – prosegue il primo cittadino – ha fatto una scelta che va nella direzione dello sviluppo sostenibile. C’è già una diga in ampliamento che da 10 anni aspetta di essere conclusa, questa è la vera emergenza a cui gli enti competenti devono dare risposta a tutti i cittadini. La realizzazione di un secondo invaso arrecherebbe anche dei danni ambientali disastrosi a tutto l’ecosistema fluviale e stagnale e in particolare, a quello costiero con fenomeni di arretramento ed erosione delle spiagge, vera risorsa non solo paesaggistica ma anche economica del nostro comune e di quelli limitrofi». (s.s.)
Più cauto il sindaco di Torpè Omar Cabras «Io non sono contrario a priori all’idea di una nuova diga, perchè sono consapevole dei limiti che ha e avrà in futuro l’invaso esistente soprattutto, quelli legati all’impossibilità di contenere un eventuale piena come quella del 2013. Credo però che nell’immediato il nuovo invaso non sia la priorità assoluta; occorre invece fare fronte comune con tutti i centri interessati affinchè si completi l’attuale diga che se fosse stata ultimata avrebbe certamente evitato la grave crisi idrica che stiamo vivendo. Credo sia una questione di buon senso e di buona gestione delle risorse pubbliche – conclude – Oggi si completi un’opera e poi si parli della prossima sempre che, la stessa si possa fare visti i vincoli che gravano sull’area».
Duro il commento del sindaco di Posada Roberto Tola: «Coerentemente con quanto da sempre affermato siamo contrari alla realizzazione di un secondo invaso sul fiume, ora più che mai. È sconcertante che si rispolveri un progetto datato che già a suo tempo è stato bocciato senza appello circa la compatibilità ambientale. Il nostro territorio con l’istituzione del Parco di Tepilora – prosegue il primo cittadino – ha fatto una scelta che va nella direzione dello sviluppo sostenibile. C’è già una diga in ampliamento che da 10 anni aspetta di essere conclusa, questa è la vera emergenza a cui gli enti competenti devono dare risposta a tutti i cittadini. La realizzazione di un secondo invaso arrecherebbe anche dei danni ambientali disastrosi a tutto l’ecosistema fluviale e stagnale e in particolare, a quello costiero con fenomeni di arretramento ed erosione delle spiagge, vera risorsa non solo paesaggistica ma anche economica del nostro comune e di quelli limitrofi». (s.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google