ollolai: migranti
Il sindaco Arbau contrario all’accoglienza diffusa
OLLOLAI. Mentre la Regione Sardegna si avvia verso una gestione dell'accoglienza dei migranti con il coinvolgimento sempre maggiore delle comunità locali, il sindaco di Ollolai Efisio Arbau, nonchè...
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OLLOLAI. Mentre la Regione Sardegna si avvia verso una gestione dell'accoglienza dei migranti con il coinvolgimento sempre maggiore delle comunità locali, il sindaco di Ollolai Efisio Arbau, nonchè presidente del movimento politico la Base Sardegna non ci sta e punta il dito contro un sistema che definisce “spendaccione e ipocrita”. Usa parole dure il primo cittadino all’indomani della notizia della prossima sottoscrizione di «due protocolli d'Intesa – spiegano dalla Regione – tra Regione, Prefetture e Anci. Il primo protocollo consente di potenziare, grazie a una azione coordinata di tutti i soggetti istituzionali interessati, il sistema dell’ospitalità diffusa. Il secondo documento favorisce l’avvio di attività di volontariato sociale svolte dai migranti a favore delle comunità in cui vivono».
Si vorrebbe quindi potenziare il sistema degli Sprar, il sistema di protezione per richiedenti e rifugiati, che prevede che gli enti che aderiscono alla rete garantiscano interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Per Arbau però «l’idea di sparpagliare i migranti nelle piccole comunità – spiega – è un errore grossolano. Per questioni pratiche, controllo dell’ordine pubblico e per l’economicità della gestione dei centri ad esempio, e sociali, poiché si destabilizzano anche piccole comunità che hanno un loro precario equilibrio nell’affrontare le proprie gravi povertà e la necessità di tenere in piedi un sistema economico che produca reddito. Io credo – propone – che l’unica soluzione sia quella di bloccare questo sistema ipocrita e spendaccione per imporre dal basso un cambio della gestione che loro chiamano dell’accoglienza ma che nella sostanza è sempre e comunque di gestione emergenziale. I migranti, provenienti da qualsiasi latitudine, dovrebbero circolare liberamente per periodi limitati alla ricerca di un posto di lavoro ed una casa per tornare nel proprio paese in caso di esito negativo alla ricerca di collocazione stabile. Questo al netto dei rifugiati».
Si vorrebbe quindi potenziare il sistema degli Sprar, il sistema di protezione per richiedenti e rifugiati, che prevede che gli enti che aderiscono alla rete garantiscano interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Per Arbau però «l’idea di sparpagliare i migranti nelle piccole comunità – spiega – è un errore grossolano. Per questioni pratiche, controllo dell’ordine pubblico e per l’economicità della gestione dei centri ad esempio, e sociali, poiché si destabilizzano anche piccole comunità che hanno un loro precario equilibrio nell’affrontare le proprie gravi povertà e la necessità di tenere in piedi un sistema economico che produca reddito. Io credo – propone – che l’unica soluzione sia quella di bloccare questo sistema ipocrita e spendaccione per imporre dal basso un cambio della gestione che loro chiamano dell’accoglienza ma che nella sostanza è sempre e comunque di gestione emergenziale. I migranti, provenienti da qualsiasi latitudine, dovrebbero circolare liberamente per periodi limitati alla ricerca di un posto di lavoro ed una casa per tornare nel proprio paese in caso di esito negativo alla ricerca di collocazione stabile. Questo al netto dei rifugiati».
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