oliena, crisi al comune
Minoranza all’attacco: «La Regione ripristini la legalità»
OLIENA«Siamo ormai all’imbroglio più volgare verso i cittadini. Le dichiarazioni di ieri e di oggi del sindaco ne sono l’esempio più lampante. La Regione non ha fatto nessuna marcia indietro sullo...
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OLIENA
«Siamo ormai all’imbroglio più volgare verso i cittadini. Le dichiarazioni di ieri e di oggi del sindaco ne sono l’esempio più lampante. La Regione non ha fatto nessuna marcia indietro sullo scioglimento del Consiglio anzi resta valida la comunicazione al sindaco, al presidente del Consiglio ed al segretario comunale da parte dell’assessorato Enti locali che le surroghe dei consiglieri sono illegittime e che sono state avviate le procedure per lo scioglimento del Consiglio. Ciò nonostante, disattendendo le disposizioni regionali i tre personaggi hanno proceduto a compiere atti contrari alle leggi e si apprestano a farlo ancora. Coinvolgendo nella loro irresponsabilità ignari consiglieri comunali che potrebbero essere chiamati a rispondere di atti illegittimi. La Regione ma anche la Prefettura intervengano al più presto a fermare questa pagliacciata che sta mettendo in ridicolo l’intero paese». Non ha peli sulla lingua Babore Fele, consigliere dimissionario di opposizione nei riguardi dei vertici comunali. «Li invito a tirar fuori le lettere della Regione – dice – che dimostrino quanto vanno falsamente affermando, se queste esistono, in modo che tutti possano vederle, invece di far intendere che hanno l’avallo della giunta regionale, coinvolgendola a sua insaputa in questa torbida vicenda. La verità – dice Fele – è che la delibera per lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina del commissario è all’ordine della giorno della Giunta regionale da mercoledì scorso, in attesa che la Regione fornisca risposta scritta al parere legale che questi signori hanno fatto pervenire all’ultimo momento in giunta, proprio per provocare ad arte uno scivolamento dei tempi e spacciare cosi la voce che della pratica sospesa. La vicenda è seria – prosegue Fele – la Regione intervenga immediatamente per ripristinare la legalità applicando le norme che nel nostro caso sono chiarissime: il consiglio va sciolto perché questa è la volontà della maggioranza dei consiglieri, che lo hanno dichiarato in un atto pubblico notarile». (n.mugg.).
«Siamo ormai all’imbroglio più volgare verso i cittadini. Le dichiarazioni di ieri e di oggi del sindaco ne sono l’esempio più lampante. La Regione non ha fatto nessuna marcia indietro sullo scioglimento del Consiglio anzi resta valida la comunicazione al sindaco, al presidente del Consiglio ed al segretario comunale da parte dell’assessorato Enti locali che le surroghe dei consiglieri sono illegittime e che sono state avviate le procedure per lo scioglimento del Consiglio. Ciò nonostante, disattendendo le disposizioni regionali i tre personaggi hanno proceduto a compiere atti contrari alle leggi e si apprestano a farlo ancora. Coinvolgendo nella loro irresponsabilità ignari consiglieri comunali che potrebbero essere chiamati a rispondere di atti illegittimi. La Regione ma anche la Prefettura intervengano al più presto a fermare questa pagliacciata che sta mettendo in ridicolo l’intero paese». Non ha peli sulla lingua Babore Fele, consigliere dimissionario di opposizione nei riguardi dei vertici comunali. «Li invito a tirar fuori le lettere della Regione – dice – che dimostrino quanto vanno falsamente affermando, se queste esistono, in modo che tutti possano vederle, invece di far intendere che hanno l’avallo della giunta regionale, coinvolgendola a sua insaputa in questa torbida vicenda. La verità – dice Fele – è che la delibera per lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina del commissario è all’ordine della giorno della Giunta regionale da mercoledì scorso, in attesa che la Regione fornisca risposta scritta al parere legale che questi signori hanno fatto pervenire all’ultimo momento in giunta, proprio per provocare ad arte uno scivolamento dei tempi e spacciare cosi la voce che della pratica sospesa. La vicenda è seria – prosegue Fele – la Regione intervenga immediatamente per ripristinare la legalità applicando le norme che nel nostro caso sono chiarissime: il consiglio va sciolto perché questa è la volontà della maggioranza dei consiglieri, che lo hanno dichiarato in un atto pubblico notarile». (n.mugg.).
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