Verso punta Cusidore con il club alpino
La sezione cittadina e quella di Vimodrone in Lombardia si sono incontrate in Supramonte
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NUORO. È stata la natura del calcare del Supramonte a cementare l’amicizia tra sardi e lombardi. Il Cai Nuoro e il Cai Vimodrone, insieme sulle pendici del massiccio Cusidore, nel Supramonte di Oliena. Un’azione di raccordo, quella tra le due sezioni del club alpino, avviata da tempo, con la determinazione di Gian Pietro Sanvito e la disponibilità dei soci di Nuoro. Vimodrone, hinterland milanese, mondi lontani, altre storie , altre asprezze di montagne. Eppure questo luogo della Barbagia attrae e genera emozioni. I soci lombardi – ricorda Matteo Marteddu, uomo comunicazione del Cai di Nuoro – hanno lasciato per un giorno le spiagge di Cala Gonone. «Vecchie conoscenze, Cesare e Fausto con i loro soci pronti all’avventura, sui tornanti di Monte Uddè e Fruncu Nieddu. Hanno percorso le curve verso Oliena, su strade dissestate da alluvioni e ancora in bilico tra responsabilità varie di Stato o di Regione», scrive Marteddu. L’incontro si è svolto in prossimità delle sorgenti carsiche di Su Gologone, le cui acque misurano oltre 100 metri di profondità e danno acqua alle vallate della Baronia verso Galtelli e Orosei. Si raccoglie, in quel misterioso anfratto roccioso, ciò che sgorga dalla rete di cunicoli dell’intero Supramonte tra Orgosolo e Oliena. Fa gli onori di casa il vice presidente della sezione di Nuoro Antonio Paolo Mura, con i soci pronti a condurre l’escursione: oltre al già citato Matteo Marteddu, Domenico Demelas, Michele Demelas, Doru Potoroaca, Natalio Lunesu e Giuseppe Santus. Si aprono sopra le guglie le prime luci dell’alba. «Quando incontriamo Cuile Biseddu – scrive Marteddu –, salgono intensi i profumi di terra umida, di animali al pascolo, di storie antiche, di lavoro tenace. Omini a segnare il percorso impervio, su tracce di carrareccia a consentire il trasporto del grano da una parte all’altra del massiccio calcare. Sù, nelle creste si spalancano finestre di bellezze straordinarie. Tanta storia è passata da qui, sino alla devastazione dei carbonai toscani e piemontesi, tra ‘800 e ‘900. Proviamo a raccontare e gli amici di Vimodrone ascoltano, tesi e in silenzio. Nove ore sono trascorse. La fatica assale tutti. Un’amicizia si consolida, tra sezioni Cai. Sotto i cieli della Barbagia Sarda, tra i faraglioni della montagna bianca», conclude Marteddu.
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