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Api, scatta l’allarme dopo il caldo Dimezzate arnie e produzione

Api, scatta l’allarme dopo il caldo Dimezzate arnie e produzione

La scarsità di acqua, indispensabile per regolare la temperatura del loro organismo, le ha indebolite Preoccupazione della Coldiretti: «Bisogna evitare la perdita di questo patrimonio già in grave crisi»

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NUORO. Állarme per le api: il caldo e la siccità le hanno dimezzate. È da bollettino di guerra il report che arriva dagli apicoltori al termine di una annata siccitosa e di una delle estati più calde di sempre: il caldo e le mancate precipitazioni hanno dimezzato le api e di conseguenza anche tutte le produzioni di miele.

Il caldo eccessivo ha compromesso l’habitat naturale, sia la flora sia le fioriture, decimando le famiglie di api contenute negli alveari: «Sono decedute per indebolimento quasi il 50% delle api pregiudicando il popolamento delle arnie con la conseguente riduzione delle produzioni. Una diminuzione stimabile intorno al 60%» ha sottolineato con amarezza l’apicoltore nuorese Salvatore Nieddu.

«La calura e la siccità – ha spiegato Ignazio Floris, docente della facoltà di Agraria dell’Università di Sassari – hanno riflessi negativi in quanto l’acqua per le api è un elemento indispensabile per termoregolare la temperatura corporea. Quest’anno è così venuto a mancare quell’apporto energetico indispensabile alle api che si occupano di reperire la materia prima».

Nell’Isola si contano 2700 aziende (fonte Banca dati anagrafe apistica zazionale) e circa 65.000 alveari con una produzione media (per alveare) di circa 20 Kg.

Le api vivono da risorse naturali con ripercussioni positive sulla fenologia delle piante. Sono degli animali da reddito che hanno un rilevante ruolo e un impatto ambientale, un’attività ecosostenibile da salvaguardare che dà grande sostegno alle piante spontanee e a quelle coltivate. La loro assenza incide sul cambiamento climatico e sulla desertificazione dell’isola con conseguente stress o aborto dei fiori delle piante che producono nettare.

In un’arnia, in condizioni ottimali, solitamente vive una famiglia di circa 80.000 esemplari equamente suddivisa tra adulte e larve.

«Non possiamo trascurare – ha evidenziato il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Alessandro Serra – oltre alla perdita economica e le conseguenze ambientali, anche quella del valore genetico che è frutto di anni di selezione sia per quanto concerne le api sia per la capostipite, l’ape Ligustica e gli altri ecotipi locali. Oggi ripopolare un alveare è molto complesso, perché oltre ai costi , corca 200, 220 euro per arnia e 15 euro per ape Ligustica, è difficile trovare api in commercio e la domanda supera abbondantemente l’offerta».

«E’ un settore strategico che merita maggiore attenzione – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Simone Cualbu –. È necessario garantire e sostenere le imprese per il ripopolamento degli allevamenti ed evitare la perdita di questo importante patrimonio che già subisce la concorrenza, spesso sleale, delle importazioni che oggi già segnano il 50 per cento del consumo. Grazie alle nostre battaglie – ha concluso Simone Cual bu – la Regione ha già riconosciuto 20 milioni di euro a tutti i settori agricoli per i danni subiti dalla siccità. Stiamo vigilando affinché questi fondi arrivino il prima possibile alle imprese».

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