La Nuova Sardegna

Nuoro

Sanità, un emendamento per l’ospedale

di Giusy Ferreli

Lanusei, Sabatini porta il testo in consiglio regionale. E Giorgina Secci prosegue lo sciopero della fame 

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LANUSEI. La sorte dell’ospedale di Lanusei è ora legata a doppio filo ad un unico emendamento firmato dal consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini. Poche righe che emendano il testo della legge di Riforma della rete ospedaliera regionale trasformando l’unico presidio ospedaliero dell’ex provincia in Dea di primo livello. Mercoledì l’emendamento è stato depositato e a breve, dopo un'ulteriore pausa di riflessione verrà presentato in aula. Cosa succederà al momento della discussione che riprenderà martedì e del voto, è difficile da prevedere anche perché a Cagliari la tensione in maggioranza è ancora palpabile e lo scontro, sinora rimandato, potrebbe consumarsi anche sul ruolo del Nostra signora della Mercede. L'ospedale è destinato, se le cose non dovessero cambiare, a rimanere un nodo della rete ospedaliera con “funzioni” di Dea di primo livello.

Uno status che in Ogliastra nessuno vuole perché non risponderebbe alle esigenze del territorio che, già ai margini per gli annosi deficit infrastrutturali, teme tagli ai servizi sanitari presenti. """Abbiamo diversi motivi per sostenere con forza questa richiesta"" spiega Sabatini. C'è il fatto che il il 90 per cento della popolazione ogliastrina si rivolge al presidio di Lanusei ed ancora in Ogliastra si registra la metà della densità abitativa del resto della Sardegna.

«Un altro punto – sottolinea l’esponente del Pd che sosterrà la causa in aula – è che abbiamo flussi turistici in continuo aumento e tempi di percorrenza per l’80 per cento dei paesi ogliastrini troppo lunghi». Intanto la “pasionaria” della sanità ogliastrina prosegue imperterrita lo sciopero della fame. Giorgina Secci, la volontaria di Urzulei a capo dell’associazione di pubblica assistenza, non solo continua a digiunare ma ha anche restituito il certificato elettorale in municipio. Con lei a compiere il gesto dal forte significato simbolico anche il marito Giuseppe. Giorgina, che sta continuando presentarsi al lavoro nella scuola dell’infanzia del paese è sostenuta dal comitato civico Giù le mani dall’Ogliastra. La volontaria mette in chiaro le cose. «Non desisterò dallo sciopero sino a quando non arriveranno risposte concrete da Cagliari» asserisce la presidente dell’associazione. La notizia della sua eclatante protesta è rimbalzata nel capoluogo isolano. In Ogliastra tutti gli occhi sono puntati sul palazzo di via Roma.

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