La Nuova Sardegna

Nuoro

«Spopolamento, requiem da fermare»

di Michela Columbu
«Spopolamento, requiem da fermare»

Il fenomeno che sta colpendo soprattutto le zone interne è stato affrontato a Ollolai dall’Associazione parlamentari sardi

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OLLOLAI. Spulciato, indagato e analizzato in tutte le sue cause. Posto sotto la lente d’ingrandimento da parte della politica, di chi lo studia, lo vive in prima persona e cerca di contrastarlo. È quel fenomeno che lentamente tutto travolge e stravolge: lo spopolamento. L’ha voluto come tema centrale del proprio convegno il coordinamento sardo dell’associazione degli ex parlamentari della Repubblica. Ospiti illustri, di livello, tutti esponenti di quel mondo politico e accademico, ma anche amministrativo locale che cerca di porre un argine. A coordinare gli ospiti che ad uno a uno si sono succeduti, è stato Giacomo Mameli, puntuale e attento interlocutore nella grande sala convegni dell’orto botanico di Ollolai. L’analisi del fenomeno è nei numeri che lo stanno caratterizzando. “Un requiem” l’ha definito Mameli che ha dato fiato agli interventi introdotti dall’onorevole Giorgio Carta, coordinatore sardo dell’associazione organizzatrice, al quale sono seguiti i saluti del padrone di casa, il sindaco Efisio Arbau, e del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau.

Lo spopolamento è un fenomeno che è sempre esistito. Nella storia tanti sono i paesi che sono scomparsi, altrettanti quelli che sono nati, si sono ingranditi grazie ai flussi migratori. «È un dato storico e fisiologico, ma è soprattutto la conseguenza di scelte politiche precise – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, unico esponente della massima assemblea sarda assieme a Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori –. Dobbiamo contrastare l’aspetto urbano-centrico per sviluppare politiche capaci di tenere conto dei contesti territoriali – ha sottolineato Gianfranco Ganau – meno cieche ai luoghi perché ogni regola può produrre effetti diversi in contesti diversi».

A seguire Silvano Tagliagambe, docente di Filosofia della scienza e di Epistemiologia secondo il quale «dobbiamo puntare a un sapiente assemblaggio di reti – ha detto – con creatività». Sottolineando poi a conclusione del convegno come la politica abbia un ruolo fondamentale, perché i progetti ci sono. Per Giorgio Carta manca una visione a lungo termine e la politica latita, è assente. «Rattoppa qua e là, ma non ha un progetto. a rete dell’associazione delle Città della terra cruda, la promozione del progetto delle case a un euro partito proprio da Ollolai, i borghi autentici, i bandi “Terre ai giovani” e quelli per la valorizzazione e concessione di immobili di proprietà pubblica, la banda larga in 313 comuni, sono le tante iniziative che stiamo mettendo in campo» ha affermato invece Cristiano Erriu titolare regionale agli Enti Locali.

Per tanti intervenuti non basta. C’è chi come soluzione indica l’istruzione, chi il sostegno alla genitorialità, provvedimenti a favore delle imprese, decentramento amministrativo. Per Massimo Mucchetti, a capo della Commissione industria del Senato, occorre invece puntare al tessuto imprenditoriale, che «in Sardegna è d’eccellenza, ma manca la quantità delle produzioni, e non è detto che le due cose non vadano assieme».

Ma ciò che emerge è l’appello alla politica per una legge per le zone interne e sistemi fiscali agevolati. Nel pomeriggio la presentazione dei progetti tra cui le case a un euro a Ollolai. Poi gli interventi del pubblico e le conclusioni di Antonello Falomi, presidente dell’Associazione.

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