Gli amici in lacrime: «Per noi è un esempio»
di Alessandro Mele
In camera mortuaria centinaia di persone: studenti, dirigenti della Puri e Forti e anche il sindaco
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NUORO. Non solo fiori sul feretro di Roberto, ma anche le sue passioni: la maglia della Juventus, il suo più grande amore e quella della Puri e Forti, la società nella quale era cresciuto non solo come sportivo. Tanti i gesti d’amore e di dolore da parte di una fiumana di ragazzi e ragazze, compagni di scuola, compagni di squadra e amici che hanno scelto di ricordarlo come un punto di riferimento per tutti e come un esempio di attaccamento alla vita da seguire. Antonio era l'amico più caro di Roberto: «Era allegro, sempre con la battuta pronta, forte e coraggioso. Ci ha insegnato a non mollare mai – racconta travolto dall’emozione –. Nonostante stesse male è rimasto sempre vicino a me quando ne avevo più bisogno. Lo porterò sempre nel cuore».
Tantissimi gli studenti, oltre che del Liceo Scientifico, anche di tutti gli altri istituti della città. «Dopo l’esperienza al Gaslini era tornato a scuola poi è stato di nuovo male – hanno ricordato Salvatore e Daniele con le lacrime agli occhi – ma in quel mese insieme ha combattuto, non privandoci mai del suo sorriso».
Beatrice e Alessia piangono e parlano degli ultimi intensi momenti con Roberto: «L’altra notte in ospedale c’erano tutti e lui ci ha dimostrato di essere un guerriero. Ha combattuto fino all’ultimo respiro. Non voleva andare via e di questo attaccamento alla vita non potremo mai dimenticarci».
Tanti i dirigenti sportivi e gli allenatori che hanno voluto salutare Roberto: «Lo ricordo con piacere avendolo allenato nella stagione calcistica della Puri e Forti 2015/16. Faceva il difensore ed era al primo anno allievi – racconta il suo allenatore Tore Bussu –. Molto educato e sempre rispettoso nei miei confronti e con tutti, accettava sempre il rimprovero calcistico come un giusto consiglio, mai una risposta a sproposito. Era voluto bene dai compagni e dal gruppo. Si distingueva per il suo umore, si divertiva a giocare a calcio e le sue battute rallegravano e riducevano spesso la fatica dell'allenamento. Non ho parole. Non dimenticherò mai il suo sorriso così come penso sarà per i compagni e per chi lo ha conosciuto. Ciao Roberto, avrei voluto allenarti ancora». A rendere omaggio al giovanissimo calciatore anche il sindaco Andrea Soddu a nome di tutta la città e tanti altri ancora come Alessandro Catte: «Mi hanno parlato tutti di un ragazzo esemplare che non è mai sceso dalla media dell’otto».r
Tantissimi gli studenti, oltre che del Liceo Scientifico, anche di tutti gli altri istituti della città. «Dopo l’esperienza al Gaslini era tornato a scuola poi è stato di nuovo male – hanno ricordato Salvatore e Daniele con le lacrime agli occhi – ma in quel mese insieme ha combattuto, non privandoci mai del suo sorriso».
Beatrice e Alessia piangono e parlano degli ultimi intensi momenti con Roberto: «L’altra notte in ospedale c’erano tutti e lui ci ha dimostrato di essere un guerriero. Ha combattuto fino all’ultimo respiro. Non voleva andare via e di questo attaccamento alla vita non potremo mai dimenticarci».
Tanti i dirigenti sportivi e gli allenatori che hanno voluto salutare Roberto: «Lo ricordo con piacere avendolo allenato nella stagione calcistica della Puri e Forti 2015/16. Faceva il difensore ed era al primo anno allievi – racconta il suo allenatore Tore Bussu –. Molto educato e sempre rispettoso nei miei confronti e con tutti, accettava sempre il rimprovero calcistico come un giusto consiglio, mai una risposta a sproposito. Era voluto bene dai compagni e dal gruppo. Si distingueva per il suo umore, si divertiva a giocare a calcio e le sue battute rallegravano e riducevano spesso la fatica dell'allenamento. Non ho parole. Non dimenticherò mai il suo sorriso così come penso sarà per i compagni e per chi lo ha conosciuto. Ciao Roberto, avrei voluto allenarti ancora». A rendere omaggio al giovanissimo calciatore anche il sindaco Andrea Soddu a nome di tutta la città e tanti altri ancora come Alessandro Catte: «Mi hanno parlato tutti di un ragazzo esemplare che non è mai sceso dalla media dell’otto».r
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