Droga e ’ndrangheta arresti anche a Fonni, Orgosolo e Sorgono
Perquisizioni e provvedimenti cautelari pure in provincia Diverse misure eseguite dalla squadra mobile nuorese
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NUORO. Ci sono anche tre sardi – Giovanni Piero Falconi, 46 anni, di Fonni, Paolo Montisci, 41 anni, di Orgosolo, ma residente da tempo a Santa Teresa di Gallura, e Francesco Carta, 42 anni, di Sorgono – tra le 19 persone colpite da misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma nell’ambito di una inchiesta che ha scardinato una associazione criminale dedita al traffico internazionale di droga con base a Roma e ramificazioni all’estero. L’operazione, coordinata dalla Guardia di finanza di Roma, del nucleo di polizia tributaria, e il Gruppo investigativo criminalità organizzata, ha visto coinvolte anche la squadra mobile di Nuoro e di Sassari. Gli agenti nuoresi, ieri mattina, si sono recati a Fonni per notificare il provvedimento cautelare emesso dal gip nei confronti di Giovanni Piero Falconi. Subito dopo hanno effettuato una perquisizione domiciliare nell’abitazione orgolese di Paolo Montisci: l’uomo è stato arrestato dai colleghi della Mobile di Sassari a Santa Teresa di Gallura, dove risiede da anni.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Roma, ha consentito di accertare che il presunto gruppo, con base a Roma ma con diverse ramificazioni in Italia e all’estero, si era occupato di diverse importazioni di grosse partire di droga dal Sud America, parte delle quali erano destinate alla cosca della ’Ndrangheta degli Alvaro di Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 500 chilogrammi di droga. La vicenda nasce dall’intreccio di attività investigative condotta dalla Polizia e dalla Guardia di finanza a partire dal 2013. Secondo quanto emerso dalle indagini sarebbe un broker romano la figura chiave dell’organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Per gli inquirenti sarebbe Mauro De Bernardis il dominus del gruppo criminale, che importava grossi quantitativi di cocaina dalla Repubblica Domenicana destinata anche alla ’Ndrangheta. Era lui, secondo gli investigatori che cuciva i rapporti tra gruppi di finanziatori delle partite di droga e produttori domenicani e poteva avvalersi di una fitta rete di collaboratori. De Bernardis garante “dell’uscita sicura” trovava la complicità di Carta, Falconi e Montisci nel porto di Cagliari dove nel dicembre 2014 il Gico aveva sequestrato all’interno di un container giunto da santo Domingo, 140 chili di cocaina.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Roma, ha consentito di accertare che il presunto gruppo, con base a Roma ma con diverse ramificazioni in Italia e all’estero, si era occupato di diverse importazioni di grosse partire di droga dal Sud America, parte delle quali erano destinate alla cosca della ’Ndrangheta degli Alvaro di Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 500 chilogrammi di droga. La vicenda nasce dall’intreccio di attività investigative condotta dalla Polizia e dalla Guardia di finanza a partire dal 2013. Secondo quanto emerso dalle indagini sarebbe un broker romano la figura chiave dell’organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Per gli inquirenti sarebbe Mauro De Bernardis il dominus del gruppo criminale, che importava grossi quantitativi di cocaina dalla Repubblica Domenicana destinata anche alla ’Ndrangheta. Era lui, secondo gli investigatori che cuciva i rapporti tra gruppi di finanziatori delle partite di droga e produttori domenicani e poteva avvalersi di una fitta rete di collaboratori. De Bernardis garante “dell’uscita sicura” trovava la complicità di Carta, Falconi e Montisci nel porto di Cagliari dove nel dicembre 2014 il Gico aveva sequestrato all’interno di un container giunto da santo Domingo, 140 chili di cocaina.
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