Raccolta delle olive, un’annata record per Siniscola e Orosei
di Sergio Secci
La campagna è stata avviata con largo anticipo Fancello: «Qui la siccità non ha creato grossi problemi»
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SINISCOLA. Anche in Baronia si annuncia un’annata record per la produzione di olio. La campagna di raccolta delle olive, soprattutto nei poderi a conduzione familiare, è stata avviata con largo anticipo rispetto allo scorso anno, le alte temperature dell’estate hanno eliminato la quasi dappertutto la presenza della mosca olearia facendo si, che in massima parte agricoltori e hobbisti, abbiano rinunciato ai trattamenti antiparassitari producendo quindi un olio privo di qualsiasi traccia di insetticida. L’annata di carico e qualche pioggerella al periodo giusto, ha fatto il resto, con una produzione straordinaria. «La Baronia è stata fortunata – dice Fabio Fancello dell’agenzia Laore di Orosei, ente regionale che si occupa di assistenza tecnica agli agricoltori – la siccità qui rispetto al resto dell’isola non ha causato gravi danni anche perché molte aziende hanno potuto irrigare e qualche sprazzo di pioggia ha permesso alle piante di rifiatare. A livello regionale possiamo parlare di un calo di produzione del 15% rispetto allo scorso anno, ma nel nostro territorio avremo sicuramente un olio di qualità e con olive non trattate anche se devo dire, che si sta anticipando un po’ troppo la raccolta. Se infatti, è già tempo di raccogliere le qualità da tavola e quelle precoci, si dovrebbe invece ancora attendere per le altre varietà anche se capisco che contadini e piccoli proprietari terrieri, abbiano paura di eventi atmosferici che facciano calare la quantità. Per quanto riguarda la produzione – continua Fancello – In Sardegna importiamo circa il 60/70% del prodotto, meno nelle zone di produzione dove si arriva a circa la metà. Il piano di sviluppo rurale, dà la possibilità di impiantare e recuperare oliveti, il primo bando è già andato esaurito ma si sta preparando quello del prossimo anno. Tra Orosei e Siniscola – aggiunge – sono attivi cinque mulini e sono sorti nuovi impianti. Pochi quelli grandi sinora (Chieddà a Siniscola è un esempio con 40 ettari), molti quelli a conduzione familiare di pochi ettari, tantissimi gli hobbisti. L’80 % degli impianti è composto dalla Bosana, sicuramente quella più diffusa nell’isola apprezzata perché contiene molti polifenoli e antiossidanti, il restante 20% è invece composto da varietà sarde come la Semidana, la terza grande e poche varietà nazionali che non hanno sinora avuto riscontri positivi. In tutto questo – conclude Fancello – noi di Laore fungiamo da braccio esecutivo della Regione».
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