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I vini barbaricini all’evento Autochtona 2017

di Nino Muggianu
I vini barbaricini all’evento Autochtona 2017

Le cantine Berritta e Canneddu hanno messo in mostra Cannonau e Panzale

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DORGALI. Anche le cantine del nuorese sono state protagoniste di Autochtona 2017, il Forum nazionale dei vini autoctoni che si è svolto lunedì 16 e martedì 17 ottobre a Bolzano. Tra i vitigni italiani più rari, degustazione anche di vari esempi di Cannonau e Panzale. Ha infatti tenuto banco la presenza di due produttori che rappresentano la produzione enologica di Nuoro: la Cantina Berritta di Dorgali e la Cantina Marco Canneddu di Mamoiada. La casa di trasformazione dell'uva dorgalese ha presentato anche la gamma di vini che produce: “Monte Tundu Cannonau di Sardegna Classico 2014”, “Thurcalesu Cannonau di Sardegna Doc 2015”, “Nostranu Cannonau di Sardegna Doc 2015”, “Panzale Panzale (famiglia Monica Bianca) 2016”. La Cantina Marco Canneddu di Mamoiada con i suoi vini “Zibbo cannonau 2015/2016” e “Delissia Granatza 2016” ad Autochtona 2017 sono state più di 1300 le presenze, composte da operatori del settore vinicolo: grossisti, esportatori, rivenditori, professionisti della ristorazione, sommelier e giornalisti.

Da Nord a Sud, sono state tante le varietà di vino autoctono offerte in degustazione, tra cui tante rarità come ad esempio Pallagrello, Freisa d'Asti, Ucelùt e Marzemino. Nelle sue 14 edizioni ad Autochtona hanno partecipato oltre mille le aziende e oltre ventimila visitatori.

«Si tratta – spiega Francesco Berritta – di una manifestazione business, frequentata soprattutto da qualificati operatori del settore e giornalisti italiani ed esteri: è quello che affermano con le loro testimonianze dirette tante piccole realtà che di anno in anno arrivano da tutta Italia a Bolzano per esporre e far conoscere i loro vini autoctoni, custodi di uno dei patrimoni più ricchi e originali del panorama vitivinicolo mondiale».

In attesa di Autochtona, Bolzano ha accolto operatori professionali e wine lover presso enoteche e winebar della città.

«Un’accoglienza – commenta Grazia Canneddu – all’insegna della territorialità e dell'autenticità arricchita dalla confermata collaborazione con Vinum Hotels, il circuito di alberghi con soggiorni interamente dedicati al mondo del vino. È stata un’esperienza bellissima che speriamo di poter ripetere la prossima edizione».

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