La Nuova Sardegna

Nuoro

La caserma di Oliena porterà il nome del maresciallo Melis

di Valeria Gianoglio

Grande folla alla cerimonia organizzata dai carabinieri Di Pietro: «Diamo un’anima a un simbolo dello Stato»

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OLIENA. «Questa è una cerimonia contenuta nella forma, ma grande nella sostanza, perché intitolare una caserma dei carabinieri significa dare un’anima a qualcosa che è un simbolo dello Stato. Dentro ognuna di queste stazioni c’è il lavoro di tanti uomini, c’è tanta tecnologia e informatizzazione, ma nessuna di queste cose potrà mai sostituire il calore e la forza di una stretta di mano che ogni militare deve saper dare»: è un discorso breve ma sentito, e ricco anche di riferimenti alla propria storia personale, quello che il comandante provinciale dei carabinieri, Franco Di Pietro, rivolge ieri mattina ai tanti partecipanti alla cerimonia per intitolare la caserma dei carabinieri di Oliena a Giuseppe Melis, un maresciallo dell’Arma che si era distinto per grande coraggio e spirito di sacrificio nel lontano ottobre del 1913. Quando, a 43 anni e tanti progetti ancora da portare a termine, nonostante fosse stato raggiunto da tre colpi di fucile durante un conflitto a fuoco con alcuni criminali nelle campagne di Ittiri, era riuscito a reagire e a rispondere con decisione fino a fermare per sempre uno dei banditi. Un gesto che gli è valso, alla fine, anche una medaglia al valore militare.

Da ieri mattina, dunque, la stazione dei carabinieri di Oliena porta il suo nome. Lo mostra in modo distinto, e con tanto di breve storia, su una targa che ieri è stata benedetta dalle parole dei sacerdoti, e osservata con uno sguardo pieno di affetto dalla nipote, Laura Melis, accompagnata dal comandante della compagnia di Nuoro, Gianluca Graziani, e da quello della stazione di Oliena, Vincenzo Serrao che ha seguito in prima persona anche il momento della cerimonia dedicato all’alza-bandiera. Qualche minuto prima, porgendo i saluti agli ospiti, il commissario straordinario del Comune, Manuel Delogu, di recente nominato alla guida del municipio dopo lo scioglimento, da parte della Regione, del consiglio comunale, ricorda anche il prezioso contributo apportato dall’Arma al paese e al resto del territorio.

«Intitolare un presidio di sicurezza come una caserma di carabinieri – dice il commissario straordinario – è una cosa importante e una garanzia per tutti. È l’avvio di un percorso nuovo, di una nuova stagione di piena collaborazione tra noi e i carabinieri. Grazie al loro impegno, e al lavoro di tutte le forze dell’ordine, nel nostro territorio si è registrata una diminuzione dei reati, e tutto questo è frutto di un grande lavoro e di un grande impegno». E sempre nel corso della cerimonia di ieri mattina, davanti a tante persone riunite all’ingresso della caserma addobbata a festa, tra bandiere e pennoni, il comandante provinciale dell’Arma, nel suo discorso, ricorda anche il valore e il significato della presenza di una stazione dei carabinieri all’interno di un paese. E nel farlo, si lascia andare anche a un piccolo ma sentito ricordo personale. «La stazione – racconta il comandante provinciale – non è solo un luogo di lavoro, ma è anche un luogo dove spesso i militari di quel reparto si ritrovano e trascorrono del tempo in compagnia. Ricordo, a questo proposito, mia madre: era moglie di un maresciallo e comandante di stazione, e spesso, la domenica, preparava il pranzo per tutti i carabinieri della stazione e lo portava lei. Intitolare oggi questa caserma al maresciallo Giuseppe Melis significa anche dare un riconoscimento a chi, come lui, si era distinto in un periodo storico pieno di contrasti, difficoltà e presenze criminali».

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