La Nuova Sardegna

Nuoro

Acqua, un nuovo comitato contro il gestore Abbanoa

di Michela Columbu

Sarule, “Abba e tottus” è un gruppo spontaneo nato qualche settimana fa La polemica: «I disservizi denotano la scellerata amministrazione dell’ente»

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SARULE. L’acqua, un bene troppo importante per la Sardegna, dev’essere oggetto di maggiore attenzione e oculatezza gestionale, in modo particolare ai giorni nostri per via della grave crisi idrica che interessa la Sardegna. Ne è convinto il comitato cittadino “Abba e tottus” di Sarule, un gruppo spontaneo nato da qualche settimana che vuole attirare l’attenzione sui problemi che riguardano la gestione dell'acqua e sensibilizzare la popolazione sarda su una tematica che secondo il comitato, è di tutto il territorio regionale. Dopo diversi incontri e assemblee, il gruppo di cittadini ha stilato un documento dove si elencano tutte le criticità avvertite a livello locale, spesso motivo di malcontento, proteste e malumori. «I disservizi che elenchiamo sono purtroppo parte della nostra quotidianità e denotano una scellerata amministrazione da parte del gestore unico Abbanoa – scrivono –. Prima di tutto per la questionedella non potabilità dell’acqua: nel solo comune di Sarule, il sindaco ha dovuto emettere, negli ultimi mesi, tre ordinanze di divieto di consumo per uso alimentare, pericolo per la salute dei cittadini e l’igiene pubblica, gravando economicamente sulle famiglie, costrette all’acquisto di ulteriori quantitativi d’acqua imbottigliata, oltre al pagamento della bolletta». Non da meno risulta essere l’indignazione per le perdite nella rete urbana, oggetto di «ritardi nelle riparazioni – scrivono ancora –. Rappresentano inoltre l’immagine dello spreco incontrollato del prezioso bene». Dito puntato anche sulle modalità di fatturazione, definita «sconstante, su consumi stimati e di difficile controllo». Mentre un punto a parte è stato riservato alla questione “depositi cauzionali”, per cui Abbanoa ha chiesto la regolarizzazione. Inevitabile il riferimento alla Parrocchia di San Michele di Sarule, che nel mese di novembre del 2014, si è vista recapitare un totale di 3775 euro di bollette, per quattro utenze che venivano inquadrate come “di pubblica utilità” e quindi soggette al versamento di circa 950 euro l’una. Sotto accusa anche quelli che vengono definiti «gravi errori negli importi delle fatture: il calcolo degli importi a debito su bolletta, molto spesso non corrisponde al consumo reale, e il riquadro in rosso (presente su quasi tutte le bollette con una dicitura incomprensibile) indica cifre che non possono essere verificate in alcun modo». Infine chiude l’elenco il «pessimo rapporto gestore-utente: il comportamento abituale di tutto l’apparato logistico-operativo di Abbanoa è indisponente, insensibile, non esaustivo e orientato solo al recupero dei crediti vantati e a dimostrare, come presupposto imprescindibile che l’utente ha sempre torto». Per questo «il presente comitato si batte affinchè la gestione delle risorse idriche sia equa ed efficiente ed affidata a consorzi di Comuni».

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