La Nuova Sardegna

Nuoro

Soffocato dall’uva: il bimbo resta grave

di Valeria Gianoglio
Soffocato dall’uva: il bimbo resta grave

Il papà: «I medici del Bambin Gesù non hanno sciolto la prognosi. Un solo acino ha rischiato di causare una tragedia»

30 ottobre 2017
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NUORO. «Elias è ancora grave, i medici dell’ospedale Bambin Gesù, qui a Roma, non hanno ancora sciolto la prognosi e lo tengono sotto stretto controllo e continuo monitoraggio. Sono stati fatti diversi controlli e analisi che per fortuna hanno tutti dato esito negativo. Vorrei però sottolineare che non sono stati tre acini, ma un solo piccolo acino d’uva, a rischiare di soffocare mio figlio. Ora le sue condizioni sono stabili».

Il Tirreno e centinaia di chilometri lo separano da casa, il suo telefono trilla in continuazione e mille pensieri, probabilmente, gli si affollano in testa, eppure il giovane papà nuorese in questione ha la voce ferma di chi, nonostante i momenti difficili, ha deciso di reagire e di mantenere sempre salda la speranza, senza dimenticare, tuttavia, che le prossime ore saranno quelle decisive per stabilire se il pericolo è davvero scongiurato oppure no.

È reduce dalla notte più lunga della sua vita, il papà nuorese di 38 anni che l’altra sera mentre era fuori casa, ha ricevuto la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: il figlio di appena 2 anni aveva ingoiato un acino d’uva ma per sfortuna l’acino gli era andato di traverso e non riusciva più a respirare. Per questo era stato portato di corsa in ospedale. «Io non ero in casa, quando tutto è successo – spiega lui, raggiunto al telefono ieri mattina – ma in casa c’erano mia moglie e altre persone. Stavano mangiando tranquilli, e anche il bambino. Quando ha preso un acino d’uva, lo ha ingoiato ma evidentemente gli è andato di traverso». Sono attimi, quelli, dove chi era presente ha fatto davvero di tutto per prestare soccorso al piccolo. Gli esperti insegnano che in quegli istanti non c’è neppure un minuto prezioso da perdere: se non si riesce a liberare le vie respiratorie di chi si trova in difficoltà, allora bisogna chiamare in modo immediato i soccorsi. E così, infatti, sabato sera ha fatto anche la mamma del piccolo, insieme agli amici presenti.

Comincia una corsa contro il tempo che in una sequenza che sembra interminabile coinvolge prima il Pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro, poi il reparto di Rianimazione dello stesso ospedale, poi ancora la prefettura di Nuoro, quando si capisce che, nonostante le cure immediate e il grande impegno infuso dai medici nuoresi, le condizioni del bimbo sono così serie che è necessario trasportarlo all’ospedale Bambin Gesù di Roma a bordo di un Falcon dell’Aeronautica militare allertato a serata inoltrata dalla base di Ciampino.

E così, di lì a pochi minuti, il sistema di soccorsi mobilita una gran numero di forze, e il papà del piccolo, nonostante i mille pensieri di ieri mattina, non manca di ricordarle con gratitudine una ad una. «I medici e tutto il personale dell’ospedale San Francesco, del Pronto soccorso e della Rianimazione sono stati davvero straordinari – dice – così come qui a Roma, all’ospedale Bambin Gesù, dove tutto il personale sta tenendo mio figlio sotto controllo costante e lo hanno sottoposto a diverse analisi e controlli. Per ora, per fortuna, hanno dato esito negativo: significa quindi che fino a questo momento non hanno trovato nulla di compromettente. Ma è ovvio che la situazione resti seria: tant’è che i medici non hanno ancora deciso di sciogliere la prognosi. Ora attendiamo le prossime ore, dunque, e possiamo solo sperare per il meglio». (v.g.)

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