l’ex segretario
Manca: «Otto anni di impegno per la città»
di Francesco Pirisi
NUORO. I primi otto anni del Pd in città sono stati sotto la conduzione di Francesco Manca, 42 anni, commercialista nella vita quotidiana. Dallo scorso fine settimana ha lasciato il posto a Davide...
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NUORO. I primi otto anni del Pd in città sono stati sotto la conduzione di Francesco Manca, 42 anni, commercialista nella vita quotidiana. Dallo scorso fine settimana ha lasciato il posto a Davide Montisci, nuovo segretario per i prossimi quattro anni. Manca però non abbandona la vita attiva del partito. Lascia per fine missione ma rivendica nell’uscita la realtà di un partito «che ha ritrovato non la pace, ma piuttosto l’unità, che è cosa ben diversa. Non sono stati otto anni facili perché all’inizio doveva essere costruita una forza politica dall’unione degli ex Ds e della Margherità, entrambe con segni politici marcati e una provenienza differente – ha sottolineato Manca –. All’inizio c’era molta diffidenza che oggi posso dire che è stata annullata. Non è stato un compito in solitaria, ma che è stato reso possibile dall’aiuto di tanti amici. «Abbiamo vinto politiche, regionali ed europee – ha aggiunto con orgoglio il segretario uscente – . L’unica battuta d’arresto è arrivata alle Comunali del 2015 in città – ha concluso con amarezza – ma il Pd era da solo contro tutti,anche contro i movimenti di sinistra, che al ballottaggio sono andati a sostenere Soddu. E questa amministrazione in questi anni si è isolata e non è stata in grado di costruire il cordone di collegamento con la provincia. La conferma più vicina e sintomatica è nel fatto che a oltre un anno e mezzo dalla legge regionale di riordino delle autonome locali, il Comune capoluogo non ha deciso quale soluzione aggregativa scegliere. Il percorso poteva essere quello della rete urbana, ma ogni iniziativa si è persa per strada». Questa e altre questioni sulle quali l’ex segretario garantisce che il Pd spenderà più di un’energia: «Lo faremo perché abbiamo la responsabilità di un partito che rappresenta una grossa fetta di elettorato. Ma non solo, sentiamo ancora di più l’impegno davanti a un’amministrazione che si è fermata ai proclami elettorali senza passare ai fatti. Su tutti è emblematico il caso della biblioteca Satta, dove prima hanno rivendicato la titolarità senza poi essere in grado di nominare una guida».
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