Bolotana, reddito di inclusione sociale
di Federico Sedda
Il Comune mette dal bilancio i fondi mancanti: quelli disposti dalla Regione non erano sufficienti
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OROTELLI. I fondi messi a disposizione dalla Regione non erano sufficienti per soddisfare tutte le domande, così il Comune ha deciso di integrare il finanziamento con risorse del proprio bilancio. E' quanto ha fatto l'amministrazione comunale di Orotelli per poter garantire a tutti gli aventi diritto il cosiddetto Reis, il reddito di inclusione sociale destinato alle famiglie in situazione di grave difficoltà economica previsto dalla legge regionale n. 18 del 2 agosto 2016. Le risorse messe a disposizione dalla Regione per tutti i comuni dell'isola ammontavano a 14 milioni di euro. Al comune di Orotelli sono stati destinati 24mila e 939 euro per l’annualità 2016 e 39mila e 121 euro per il 2017 per la somma complessiva di 64mila e 50 euro. Una cifra non sufficiente per soddisfare tutte le richieste dei 32 nuclei familiari aventi diritto al Reis. Il fabbisogno complessivo, ammontava, infatti, a 66mila e 480 euro. Così il Comune, anziché escludere dalla graduatoria alcune istanze regolari ma non finanziabili per mancanza di risorse, ha deciso di integrare i fondi regionali con contributi del proprio bilancio comunale. Dal capitolo relativo ai fondi per l’assistenza economica sono stati attinti, con una delibera della giunta presieduta dal sindaco, Nannino Marteddu, 2mila e 400 euro, una somma, cioè, pari all'importo mancante per poter soddisfare tutte le richieste di aiuto. Al comune di Orotelli sono state presentate 38 domande per ottenere il Reis. Sei, però, sono state escluse per vari motivi. Così le istanze da soddisfare sono rimaste 32. Considerato che il contributo per sei mesi varia da 100 a 500 euro mensili a seconda del nucleo familiare e di un eventuale reddito, la somma necessaria per soddisfare il fabbisogno complessivo era esattamente di 66mila e 480 euro. La giunta ha così deciso di mettere mano alle casse comunali e di integrare la somma mancante, dimostrando di avere a cuore i problemi dell'estrema povertà che si fa sentire anche nei piccoli comuni dove il bisogno viene spesso coperto con la solidarietà di amici e parenti. I soldi sono in pagamento già dal mese di ottobre. Chi li riceverà dovrà sottoscrivere una sorta di patto sociale (“aggiudu torradu”, come lo chiama la legge nella versione in limba) e dovrà garantire il rispetto degli impegni concordati, quali, per esempio, il coinvolgimento in attività di volontariato e di promozione sociale. La graduatoria degli aventi diritti è consultabile nel sito istituzionale del Comune. Le singole posizioni sono identificate con il codice numerico consegnato al momento della presentazione della domanda. Nel sito sono elencate anche le pratiche escluse dalla graduatoria perché non possiedono i requisiti richiesti per essere finanziabili.
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