i dati di unioncamere
Nel Nuorese sono 1586 le aziende condotte da under 35
NUORO. Scegliere di fare il pastore o l’agricoltore, dedicandosi a una vita all’aria aperta, dove però sono fondamentali lo studio e le competenze, ormai è qualcosa che non stupisce più di tanto....
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NUORO. Scegliere di fare il pastore o l’agricoltore, dedicandosi a una vita all’aria aperta, dove però sono fondamentali lo studio e le competenze, ormai è qualcosa che non stupisce più di tanto. Sempre più giovani scelgono con convinzione, e non per mancanza di alternative, la via della terra e questo trend è stato confermato anche dai dati di Unioncamere presentati a Milano all’interno del Villaggio Coldiretti. Nel primo semestre 2017 in Italia sono circa 57 mila le imprese agricole guidate da under 35, il 6,8% in più dell’anno scorso e rappresentano il 7% del totale del sistema produttivo agricolo italiano.
A trainare il boom dei giovani agricoltori innovatori è la Sardegna: le sue 4.238 aziende under 35 rappresentano l’11,6% del totale delle imprese del settore. I nuovi agricoltori praticano l'attività con un occhio di riguardo ai bisogni e al benessere dei consumatori, spesso recuperano tradizioni e tecniche dimenticate e non disdegnano collaborazioni con gli enti di ricerca, con i quali sviluppano e perfezionano la loro attività. Il dato più alto comunque in Sardegna arriva dalla provincia di Nuoro: qui le aziende under 35 sono 1.586, il 16,5% del totale. Ma non solo, Nuoro è anche la quarta provincia italiana in cui si conta il maggior numero di giovani imprenditori agroalimentari, che cioè producono, trasformano, e spesso vendono direttamente al consumatore.
«Lo sgravio contributivo arrivato dal ministero per le Politiche Agricole grazie alle nostre proposte, che libera dal pagamento Inps i giovani per i primi cinque anni (totale per i primi tre, al 66% nel quarto, e al 50% nel quinto), ha sicuramente dato una spinta e assecondato la volontà di lavorare in campagna – spiega Francesco Mulargiu, mamoiadino presidente Coldiretti giovani della provincia di Nuoro – mentre purtroppo registriamo che i giovani sono sono stati frenati dalle Regione con l’ultima misura del primo insediamento che ha impiegato troppo tempo, tra rinvii e revoche, per vedere la luce e adesso tarda nel dare risposte ai giovani che hanno presentato domanda e che in campagna stanno già lavorando con investimenti importanti. Troppo spesso la politica anziché assecondare la ritrovata passione verso la campagna la ostacola con la burocrazia e con scelte davvero miopi». (m.c.)
A trainare il boom dei giovani agricoltori innovatori è la Sardegna: le sue 4.238 aziende under 35 rappresentano l’11,6% del totale delle imprese del settore. I nuovi agricoltori praticano l'attività con un occhio di riguardo ai bisogni e al benessere dei consumatori, spesso recuperano tradizioni e tecniche dimenticate e non disdegnano collaborazioni con gli enti di ricerca, con i quali sviluppano e perfezionano la loro attività. Il dato più alto comunque in Sardegna arriva dalla provincia di Nuoro: qui le aziende under 35 sono 1.586, il 16,5% del totale. Ma non solo, Nuoro è anche la quarta provincia italiana in cui si conta il maggior numero di giovani imprenditori agroalimentari, che cioè producono, trasformano, e spesso vendono direttamente al consumatore.
«Lo sgravio contributivo arrivato dal ministero per le Politiche Agricole grazie alle nostre proposte, che libera dal pagamento Inps i giovani per i primi cinque anni (totale per i primi tre, al 66% nel quarto, e al 50% nel quinto), ha sicuramente dato una spinta e assecondato la volontà di lavorare in campagna – spiega Francesco Mulargiu, mamoiadino presidente Coldiretti giovani della provincia di Nuoro – mentre purtroppo registriamo che i giovani sono sono stati frenati dalle Regione con l’ultima misura del primo insediamento che ha impiegato troppo tempo, tra rinvii e revoche, per vedere la luce e adesso tarda nel dare risposte ai giovani che hanno presentato domanda e che in campagna stanno già lavorando con investimenti importanti. Troppo spesso la politica anziché assecondare la ritrovata passione verso la campagna la ostacola con la burocrazia e con scelte davvero miopi». (m.c.)
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