La Nuova Sardegna

Nuoro

Acino di traverso, il bimbo torna a casa

di Valeria Gianoglio
Acino di traverso, il bimbo torna a casa

Dopo una settimana in terapia intensiva il piccolo Elias è stato dimesso dal Bambin Gesù e sta rientrando a Nuoro

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NUORO. «Rientriamo a casa con Elias in forma smagliante. Grazie infinite della vicinanza di tutti, è stata fondamentale». Non sta più nella pelle, il papà del piccolo Elias, il bimbo nuorese di due anni che una settimana fa aveva rischiato di morire soffocato perché un piccolo acino d’uva gli era andato di traverso durante una cena a casa. «Dopo una settimana di ricovero qui al Bambin Gesù, Elias sta benissimo, è tornato in forma come prima, e ne siamo felicissimi», continua a raccontare il papà, mentre, raggiunto al telefono, sistema le ultime cose prima della partenza dall’ospedale di Roma.

È stato nella Capitale per sette lunghi giorni, il giovane nuorese protagonista, insieme al suo bimbo, di una vicenda di cronaca che ha tenuto tanti con il fiato sospeso, a Nuoro e non solo. Ma adesso, finalmente, può dire che tutti i timori e le paure sono passati, e che il piccolo Elias è ormai fuori pericolo. «Sono stati straordinari sia i medici e il personale dell’ospedale San Francesco – ribadisce, sin dai primi istanti dell’incidente domestico – sia quelli romani, dove Elias è stato ricoverato. Davvero, dobbiamo ringraziare davvero di tutti. Sono stati straordinari».

Incubo finito, dunque, per il piccolo Elias, per i suoi genitori, e per i tantissimi amici e conoscenti che in questi giorni, dopo aver appreso dell’incidente domestico, hanno atteso che da Roma arrivassero buone notizie. Quasi esattamente una settimana fa, per salvare il bimbo nuorese si era mobilitato un imponente apparato di soccorsi: dopo il passaggio all’ospedale San Francesco, tra il Pronto soccorso e la Rianimazione, dove al bimbo erano state fornite le prime cure, il piccolo – viste le condizioni decisamente critiche – era stato trasportato all’ospedale Bambin Gesù di Roma a bordo di un Falcon dell’Aeronautica militare. E poi era finito nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Bambin Gesù, specializzato da tempo nel trattare casi particolarmente delicati come quello del piccolo Elias.

In questa settimana di cure e monitoraggio continuo, il bimbo nuorese è sempre stato vicino sia al papà, sia alla mamma, giunta anche lei da Nuoro. E chissà, forse da distanza, ha avvertito anche la grande ondata di calore arrivata dalla Barbagia: che ha stretto in un abbraccio ideale tutti i protagonisti, loro malgrado, di questa brutta avventura che per fortuna si è conclusa con un bel lieto fine. E così, da ieri sera, il piccolo Elias, la mamma e il papà, sono tornati finalmente a casa, a Nuoro. «Grazie, un grazie di cuore a tutti – ripete, felice come una Pasqu, il papà del bimbo.

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