Cpr, il comitato del “No” attacca la Regione
Macomer, in una nota critica l’incontro con gli studenti: «La scuola è stata strumentalizzata»
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MACOMER. Il comitato No al Cpr, recentemente costituito da semplici cittadini e da forze politiche prevalentemente di centro destra, interviene con una nota stampa sull’apertura nell'ex carcere del Centro di permanenza e rimpatrio e fa preciso riferimento all'incontro sul fenomeno dei migranti promosso dalla Regione e rivolto agli studenti degli istituti superiori cittadini che si è tenuto venerdì scorso nell'auditorium del Liceo Galilei.
«Quanto accaduto al liceo oltre che essere di cattivo gusto, va contro i più comuni dettami della democrazia e cioè utilizzare l’istituzione pubblica della scuola per propagandare la politica dell'accoglienza e per convincere della bontà dell’apertura del Cpr, è l'ennesimo schiaffo inferto alla popolazione ed alla città che da tempo chiede di potersi esprimere democraticamente. - si legge nella nota - Per quale motivo si è voluto limitare l'incontro alle sole classi quare e quinte? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, hanno probabilmente accattivarsi il consenso dei futuri votanti promuovendo come generosa accoglienza quella che in realtà è una vergognosa mercificazione di vite umane. Ci sono ben altri luoghi, più adatti, per informare la popolazione e le scolaresche, invece la Regione, in complicità con l'amministrazione comunale, strumentalizza la scuola pubblica, luogo che invece dovrebbe essere deputato allo sviluppo del pensiero critico delle persone».
«Il continuo rifuggire dal confronto – si legge ancora nel comunicato – è solo l’ennesima dimostrazione di una politica regionale e locale prepotente che teme il contraddittorio e disprezza la democrazia. Sarebbe stato meglio che avessero mostrato altrettanta solerzia nel realizzare un incontro per ascoltare i tanti giovani sardi costretti ad emigrare in cerca di fortuna all'estero a causa dei decisori politici patrigni che preferiscono reperire ingenti risorse per gli stranieri, lasciando le briciole agli interventi di contrasto alla disoccupazione giovanile»
«Come Comitato – conclude la nota stampa - ci facciamo portatori del totale dissenso della popolazione a questa gestione dissennata e scellerata delle politiche sul fenomeno migratorio e a breve comunicheremo le modalità e le date in cui avvieremo la raccolta firme per richiedere il referendum, ancora negato dall'amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene». (p.m.s.)
«Quanto accaduto al liceo oltre che essere di cattivo gusto, va contro i più comuni dettami della democrazia e cioè utilizzare l’istituzione pubblica della scuola per propagandare la politica dell'accoglienza e per convincere della bontà dell’apertura del Cpr, è l'ennesimo schiaffo inferto alla popolazione ed alla città che da tempo chiede di potersi esprimere democraticamente. - si legge nella nota - Per quale motivo si è voluto limitare l'incontro alle sole classi quare e quinte? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, hanno probabilmente accattivarsi il consenso dei futuri votanti promuovendo come generosa accoglienza quella che in realtà è una vergognosa mercificazione di vite umane. Ci sono ben altri luoghi, più adatti, per informare la popolazione e le scolaresche, invece la Regione, in complicità con l'amministrazione comunale, strumentalizza la scuola pubblica, luogo che invece dovrebbe essere deputato allo sviluppo del pensiero critico delle persone».
«Il continuo rifuggire dal confronto – si legge ancora nel comunicato – è solo l’ennesima dimostrazione di una politica regionale e locale prepotente che teme il contraddittorio e disprezza la democrazia. Sarebbe stato meglio che avessero mostrato altrettanta solerzia nel realizzare un incontro per ascoltare i tanti giovani sardi costretti ad emigrare in cerca di fortuna all'estero a causa dei decisori politici patrigni che preferiscono reperire ingenti risorse per gli stranieri, lasciando le briciole agli interventi di contrasto alla disoccupazione giovanile»
«Come Comitato – conclude la nota stampa - ci facciamo portatori del totale dissenso della popolazione a questa gestione dissennata e scellerata delle politiche sul fenomeno migratorio e a breve comunicheremo le modalità e le date in cui avvieremo la raccolta firme per richiedere il referendum, ancora negato dall'amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene». (p.m.s.)
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