La Nuova Sardegna

Nuoro

Bornioli: «I fondi non vanno in Porto»

di Lamberto Cugudda

Il presidente di Confindustria all’attacco: «Per lo scalo marittimo la situazione è sempre più critica»

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ARBATAX. «Ad Arbatax i fondi non vanno in porto». A sostenerlo è il presidente di Confindustria Sardegna Centrale, Roberto Bornioli, in riferimento allo scalo marittimo, che ricorda come «mentre si rincorrono le emergenze, per il porto di Arbatax sono da anni disponibili 14,5 milioni di euro in capo al Consorzio industriale» stanziati con tanto di delibere regionali e Accordi di programma. All’interno dei 14,5 milioni di euro, secondo Confindustria rientrano gli 11,5 milioni stanziati con l’Accordo di Programma del 2009: riconfermati nel 2011 e da successive delibere nel 2012 «sono destinati a opere di banchinamento e protezione a mare, interventi di scavo e banchinamenti di riva», volti a consentire lo sviluppo e il potenziamento dell’attività del settore nautico nelle aree di ampliamento portuale.

«Il recente black-out all’origine del mancato attracco della Tirrenia – afferma Bornioli – che martedì 31 ottobre ha lasciato a terra un centinaio di persone è soltanto l’ennesimo segnale dei gravissimi problemi che da anni stanno rendendo sempre più critica la situazione dell’area portuale. Bene dunque il Comune di Tortolì che intende partecipare a un bando con un programma di interventi da 64mila euro per la manutenzione ordinaria e la messa in sicurezza del porto. Ma questi fondi sono una goccia nell’oceano rispetto alle gravissime problematiche presenti».

Per l’Associazione degli industriali lo scalo arbataxino versa da tempo in condizioni precarie «e ci sono gravi criticità sia sul fronte delle infrastrutture che dei servizi e ciò con pesanti ripercussioni sulla competitività delle imprese; da marzo 2016 manca persino una gru per la movimentazione delle merci in banchina». Roberto Bornioli sottolinea come all’interno dei 14,5 milioni di euro rientrano gli 11,5 milioni stanziati con l’Accordo di Programma del 2009.

«È incredibile –tuona – che nonostante delibere di giunta e Accordi di programma, queste risorse siano rimaste in buona parte bloccate per ben otto anni e che a fronte dei gravissimi problemi ne siano state spese appena qualche centinaia di migliaia di euro. Gli altri 3 milioni di euro invece sono destinati al potenziamento della darsena cantieristica, all’incubatore di impresa e all’acquisto di un travel lift da 800 tonnellate per il varo di grosse imbarcazioni nell’ambito delle opere per lo sviluppo del polo nautico».

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