Migliorano le condizioni di Freccia
di Piero Marongiu
Il cane trafitto da un arpione a Testimonzos. Il sindaco: «Una violenza inaudita»
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NUORO. Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu ha espresso la sua profonda costernazione per quello che definisce «un atto gratuito di una violenza inaudita e incomprensibile». La notizia del cane infilzato da un arpione da pesca e ricoverato nella clinica veterinaria di Oristano, dice il sindaco di Nuoro, «è una di quelle notizie che non avremmo mai voluto sentire», ha commentato Soddu, «nessun animale dovrebbe essere mai maltrattato e vedere quelle immagini ci addolora molto». «In oltre vent’anni di professione non mi era mai capitato di vedere tanta, gratuita, insensata, incredibile malvagità – dice, dal canto suo, la veterinaria Monica Pais, titolare insieme a Paolo Briguglio, della clinica veterinaria “Due Mari”. Il riferimento della veterinaria Pais è a Freccia, il nome con il quale ha ribattezzato il cane, un Bracco di circa 3 anni trovato da alcuni escursionisti mercoledì scorso a “Testimonzos”, nella periferia sud di Nuoro, mentre vagava, allo stremo delle forze, con un arpione conficcato nel corpo. «Solo il fatto che sia arrivato da noi ancora vivo - spiega la dottoressa Pais - è un miracolo. L’arpione, della lunghezza di circa settanta centimetri, gli ha leso gravemente l’esofago, il diaframma e compromesso il polmone sinistro. Le condizioni dell’animale sono gravissime e la prognosi rimane riservatissima, e se il quadro clinico non degenera, non potrà essere sciolta in tempi brevi». L’intervento per la rimozione dell’arpione dal corpo di Freccia è durato alcune ore: l’operazione, tecnicamente, è andata bene, quello che accadrà dopo è ancora tutto da scoprire. Ieri mattina l’animale tremava come una foglia al solo contatto con l’uomo, eppure si lasciava accarezzare dal personale della clinica, forse perché consapevole che lì era al sicuro e nessuno avrebbe potuto fargli del male; e la dottoressa Monica con gli altri veterinari lo stavano aiutando, e soprattutto cercavano di fargli capire che non tutti gli umani sono esseri malvagi come chi lo ha trafitto con un arpione, sparato da distanza ravvicinata, presumibilmente con un fucile da sub modificato dai bracconieri per uccidere senza far rumore. Il motivo di tanta crudeltà? Forse Freccia si è rivelato inadatto alla caccia, e questo può aver indispettito il suo padrone, che, senza alcuna pietà, ha cercato di liberarsene. E per farlo gli ha sparato una freccia, dall’alto verso il basso, a non più di un metro di distanza, magari anche guardandolo negli occhi. Sono in tanti quelli che, dopo aver visto le foto di Freccia trafitta dall’arpione postate su Facebook dai veterinari della clinica due mari, hanno lanciato ogni sorta di maledizione contro chi si è reso colpevole di un gesto tanto crudele quanto insensato verso una creatura così indifesa.
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